Contributi
2008 "Dal Romanzo al Film"
In queste pagine ospitiamo le considerazioni dei partecipanti agli eventi del Premio. Quella che pubblichiamo ci è stata inviata da una gentile e attenta uditrice del convegno "Dal Romanzo al Film", svoltosi a Tremezzo il 14 giugno 2008, relatori Alessandro Cinquegrani, italianista e studioso di cinema, e Mauro Gervasini, critico cinematografico.
Riflessi sul lago e sull'anima
di Laura D'Angelo
Il lago non poteva essere più "Fogazzariano" di così, sabato mattina a Tremezzo. L'atmosfera è assolutamente decadente e non poco fatiscente nel bar di Villa Mayer, dove un piccolo gruppo di persone si sono incontrate per una colazione a base di cappuccino e brioche davanti ad un lago plumbeo sovrastato da un cielo scuro coperto da pesanti nuvole di quel grigio che inutilmente gli architetti moderni cercano di copiare e al quale danno la definizione di "canna da fucile". La limpidezza dell'aria conferisce a tutto il paesaggio una luce degna dei più grandi pittori.
É piacevole pregustare in un'atmosfera così consona la conferenza che seguirà.
Uno di quei momenti magici in cui si sente in contatto con un passato che si rende quasi tangibile.
Allora pensi con un tremito di ansia alle possibili ristrutturazioni e "miglioramenti" che si possono apportare a un luogo così bello e unico, per renderlo "più fruibile al pubblico" e ti chiedi se per essere più "fruibile" forse non sarebbe meglio distribuire romanzi diFogazzaro o inviti per conferenze che facciano pensare il pubblico e lo aiutino ad avvicinarsi con lo spirito a questi luoghi magici.
Una delle mie paure appena sussurrata anche solo a me stessa prende subito corpo appena inizia la conferenza. Ci viene annunciato che sarà mostrata una delle scene dal Film di Soldati "Piccolo mondo antico" e quale se non quella della morte della bambina?
Per tutta la vita ho avuto nascosto in fondo all'anima due immagini viste alla televisione durante l'adolescenza, quelle immagini delle quali non ci si riesce più a liberare nemmeno in età adulta tale è stato il loro impatto emotivo su di noi. Una la morte di Cavaradossi nella Tosca e l'altra la morte di Ombretta in "Piccolo mondo antico".
La prospettiva di rivedere la scena mi creava un certo disagio e mi preparavo facendo estrema attenzione a ciò che i relatori ci illustravano.
L'inizio è un breve, ma affascinante e incisivo percorso attraverso le tappe principali del nostro cinema e il suo rapporto non sempre facile con la narrativa, svolto da Alessandro Cinquegrani.
É proprio questo nodo affrontato e risolto in modo diverso da sceneggiatori e registi il punto più interessante del dibattito. La funzione diversa di questi due diversi linguaggi artistici rende a volte difficile il loro incontro, ma altrettanto interessante e a volte incredibilmente riuscito.
Mi sento di condividere a pieno il pensiero secondo il quale il film per sua natura deve "mostrare" mentre la narrativa deve "suggerire" e lasciare che il lettore completi l'opera di creazione.
In una trasposizione cinematografica di un testo si rende dunque necessaria quell'opera di interpretazione che normalmente viene lasciata al lettore.
Come aveva potuto Mario Soldati interpretare così profondamente quel dramma tanto da toccare con la sua autenticità anche l'anima di un'adolescente che di filmografia non aveva la minima idea e non poteva dunque giudicare attraverso dei parametri estetici che non possedeva?
La voce del relatore incalza con una risposta alla mia silenziona domanda. Ce lo spiegano alcuni suoi racconti nei quali Soldati ci rivela alcuni episodi della sua vita che gli permettono di mettersi in sintonia con quei sentimenti e le emozioni così profondamente descritti da Fogazzaro.
Soldati è di volta in volta Luisa nel suo cocente dolore per l'amore perduto e nella speranza dell'amore ritrovato, Soldati è Franco nella sua tormentata persecuzione così come l'aveva vissuto attraverso la persecuzione dall'amico Carlo Levi, Soldati è la tetra atmosfera di disperazione per la morte della bambina nei momenti dei suoi più profondi dolori e delusioni.
Intanto sul video appaiono quelle immagini...la pioggia battente, il cielo coperto di nuvole basse e gonfie la lunga scalmata verso il lago, il vestito nero di Luisa sul quale poggia un collo esile che sostiene un volto diafano di una bellezza quasi non umana e la tragedia appare più drammatica perchè tocca questo essere angelico.
La piccola barca giocattolo rovesciata, galleggiante sulla superficie del lago è la conferma dell'avvenuta tragedia.
La scena seguente è nella camera di Ombretta dove la bimba giace nel letto morente.
Ecco, adesso il mio incubo personale è finito, la scena si è conclusa, ma cosa mi aveva così profondamente turbata? Dove sono le immagini agghiaccianti della mia mente?
Scopro così che NON c'erano mai state scene terribili, ma con grande abilità il regista aveva comunicato il senso della tragedia senza mostrare corpi esanimi o peggio deformati dalla violenza della morte.
E allora alla fine mi chiedo: è poi così vero che tutto debba essere mostrato?
Se il cinema si è assunto su di sè questo compito di "Visualizzare" lasciamo almeno alla narrativa quello di suggerire, di impressionare, di comunicare suggestioni in modo che la nostra mente rimanga sempre vigile e capace di creare ciò che nemmeno le più crude immagini o le più abili parole possono fare. Non uccidiamo l'immaginazione, coltiviamola.
Per approfondire...
Piccolo mondo antico è uno dei romanzi che ha subito il maggior numero di trasposizioni cinematografiche e televisive. Sul complesso rapporto tra cinema e letteratura, romanzo e sceneggiatura, segnaliamo alcuni degli studi più recenti:
AA.VV., "Come il maiale" Piero Chiara e il cinema, a cura di Federico Roncoroni e Mauro Gervasini, Marsilio, Venezia 2008
Attolini V., Dal romanzo al set, Edizioni Dedalo, Bari 1988
Brandi P., Parole in movimento. L'influenza del cinema sulla letteratura, Cadmo, Fiesole 2007
Brunetta G.P., Gli intellettuali italiani e il cinema, Bruno Mondadori, Milano 2003
Carluccio G., Cinema e racconto: lo spazio e il tempo, Loescher, Torino 1988
Carmagnola F., Plot, il tempo del racconto nel cinema e nella letteratura, Melteni editore, Roma 2004
Chatman S., Storia e discorso.La struttura narrativa nel romanzo e nel film, Pratiche, Parma 1981
Cinquegrani A., Letteratura e cinema, Editrice La Scuola, Brescia, 2009
Coen K., Cinema e narrativa. Le dinamiche di scambio, Eri, Torino 1982
Costa A., Immagine di un'immagine. Cinema e letteratura, Utet, Torino, 1993
Gambacorti I., Storie di cinema e letterartura. Verga, Gozzano, D'Annunzio, Società Editrice Fiorentina, Firenze 2003
Gaudreault A., Groensteen T., La transécriture. Pour une theòrie de l'adpatation, Editions Nota Bene, Québec 1998
Manzoli G., Cinema e Letteratura, Carocci, Roma 2007
Moscariello A., L'immagine equivalente. Corrispondenze tra cinema e letteratura da Dante a Robbe-Grillet, Pitagora,
Bologna 2005
Perniola I., Cinema e letteratura: percorsi di confine, Marsilio, Venezia 2002
Tignazzi G., La scrittura e lo sguardo. Cinema e letteratura, Marsilio, Venezia, 2007
I film e le fiction tv dai romanzi di Fogazzaro
Malombra - Regia di Carmine Gallone, con Lyda Borelli, Amleto Novelli, film muto, 1917
Piccolo mondo antico - Regia Mario Soldati, sceneggiatura Mario Bonfantini, Emilio Cecchi, Alberto Lattuada, 1941
Malombra - Regia Mario Soldati, sceneggiatura Mario Bonfantini, Renato Castellani, Ettore Maria Margadonna, Tino Richelmy, Mario Soldati, 1942
Daniele Cortis - Regia Mario Soldati, sceneggiatura Aldo De Benedetti, Mario Soldati, collaborano Mario Bonfantini, Luigi Comencini, Diego Fabbri, Ugo Lazzaroni,Tino Richelmy, 1947
Piccolo mondo antico - Regia Siverio Blasi, sceneggiatura Silverio Blasi, Carla Ragionieri, cinque puntate, Rai, 1957
Malombra - Regia Raffaele Meloni, sceneggiatura Diego Fabbri, Amleto Micozzi, Raffaele Meloni, Rai, 1974
Piccolo mondo antico - Regia Salvatore Nocita, sceneggiatura Gianfranco Calligarich, 4 puntate, Rai Uno, 1983
Piccolo mondo moderno - Regia Daniele D'Anza, sceneggiatura Gianfranco Calligarich, 3 puntate, Rai Uno, 1984
Il Santo - Regia e sceneggiatura Gian Luigi Calderone, 2 puntate, Rai Uno, 1984
Piccolo mondo antico - Regia di Cinzia Th. Torrini, sceneggiatura di Massimo De Rita e Ottavio Iemma, miniserie in due puntate, Mediaset Canale 5, 2000.