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SCRIVONO DI NOI
Alcuni degli articoli dedicati al Premio Antonio Fogazzaro 2011
L'ORDINE 9 giugno 2001
La Provincia 9 giugno 2011
Corriere di Como 9 giugno 2011
il Giorno 11 giugno 2011
la Repubblica 11 giugno 2011
il Giorno 12 giugno 2011
l'Avvenire 12 giugno 2011
Corriere di Como 25 giugno 2011
L'ORDINE 19 giugno 2011
Corriere della Sera 8 luglio 2011
La Provincia 3 luglio 2011
Giornale di Como 9 luglio 2011
Corriere Como 9 luglio 2011
Vivere Monza e Brianza
Sito ufficiale Istituto Scolastico Pontificio Collegio Gallio http://www.collegiogallio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=207:laboratorio-di-scrittura-qpremio-antonio-fogazzaro-giovani-2011q&catid=71:progetti&Itemid=137
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07/03/2011
Dal sito del Comune di Vicenza:
Emissione di un francobollo commemorativo di Antonio Fogazzaro, in occasione del centenario della morte, questa mattina centinaia di richieste
In occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Antonio Fogazzaro, lunedì 7 marzo Poste italiane effettua, al piano terra di Palazzo Trissino, dalle 9 alle 12.30 l’annullo speciale nel primo giorno di emissione del francobollo dedicato allo scrittore e poeta vicentino. Un’iniziativa che ha già riscontrato un buon successo: infatti in mattinata centinaia di cittadini hanno richiesto il francobollo con lo speciale annullo e il bollettino illustrativo, a commento dell’emissione, con testi a firma del sindaco Achille Variati e di Alberto Buscaglia, ideatore e curatore del Premio Antonio Fogazzaro e contenente due cartoline, una emessa dall’Unione filatelica e numismatica, l’altra da Poste Italiane. Questa mattina a Palazzo Trissino c’era l’Unione filatelica e numismatica vicentina, promotrice dell’iniziativa rappresentata dal presidente, Luigi Francesco Luscia, con l’assessore al turismo e al decentramento e alla partecipazione Massimo Pecori e Mara Lora per la direzione provinciale di Poste Italiane. “Il nuovo francobollo – ha dichiarato l’assessore al turismo e al decentramento e alla partecipazione Massimo Pecori - oltre che essere un oggetto che affascina indubbiamente gli appassionati di filatelia, sarà un punto di riferimento visivo, un simbolo che rappresenterà quindi tutto quel programma di celebrazioni che si svilupperà nel 2011. Fogazzaro è un patriota che ha dato il suo contributo per l’Unità d’Italia e che aveva intuito che il sangue versato a questo scopo sarebbe stato messo in discussione: questo infatti è ciò che sta succedendo tutt’oggi. Del francobollo – continua l’assessore - verranno riprodotti 2 milioni 500 mila esemplari, cosa che mi riempie d’orgoglio perché significa che l’immagine di Vicenza veicolerà non solo in Italia, ma anche in Europa, un modo questo per diffondere la conoscenza della nostra città ed incentivare quindi lo sviluppo del turismo ”. Il francobollo, emesso per la prima volta il 7 marzo 2011, anniversario della morte di Antonio Fogazzaro, raffigura un ritratto dello scrittore affiancato ad un libro aperto. Sullo sfondo è visibile uno scorcio di villa Fogazzaro Roi affacciata alla sponda del lago di Lugano, in località Oria in Valsolda, dimora ottocentesca dove il poeta trascorse lunghi periodi della sua vita e trasse ispirazione per i suoi romanzi e le sue poesie. Completano il francobollo la legenda “Antonio Fogazzaro 1842-1911”, la scritta “Italia” e il valore “0,60”. Il francobollo, del valore di 60 centesimi, il cui bozzetto è stato realizzato da Cristina Bruscaglia, sarà realizzato nel numero di 2 milioni 500 mila esemplari stampati dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in rotocalcografia. Solo nel giorno di emissione lo sportello filatelico dell’Ufficio postale di Vicenza centro, nella sede di Palazzo Trissino, utilizzerà l’annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste Italiane. Nei giorni successivi sarà possibile acquistare il francobollo e i prodotti filatelici negli uffici postali, negli sportelli filatelici del territorio nazionale, negli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino e sul sito internet www.poste.it.
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Roma, 17 febbraio 2011
Poste Italiane comunica l'emissione, per il giorno 7 marzo 2011, di un francobollo commemorativo di Antonio Fogazzaro, nel centenario della morte, nel valore di € 0,60.
l francobollo è stampato dall'Officina Carte Valori dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente; formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 36 x 26; dentellatura: 13 x 13¼; colori: cinque; tiratura: due milioni e cinquecentomila esemplari; foglio: cinquanta esemplari valore "€ 30,00".
La vignetta raffigura, in primo piano a destra, un ritratto di Antonio Fogazzaro affiancato ad un libro aperto; sullo sfondo è visibile uno scorcio di Villa Fogazzaro Roi affacciata sulla sponda italiana del lago di Lugano, in località Oria in Valsolda, dimora ottocentesca dove il poeta trascorse lunghi periodi della sua vita e trasse ispirazione per i suoi romanzi e le sue poesie.
Completano il francobollo la leggenda "ANTONIO FOGAZZARO 1842-1911", la scritta "ITALIA" e il valore "€ 0,60".
Bozzettista: Cristina Bruscaglia.
A commento dell'emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articoli a firma del Dott. Achille Variati, Sindaco di Vicenza e del Dott. Alberto Buscaglia, ideatore e curatore del Premio Fogazzaro.
Lo Sportello Filatelico dell'Ufficio Postale di Vicenza Centro utilizzerà, il giorno di emissione, l'annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste Italiane.
Il francobollo e i prodotti filatelici saranno posti in vendita presso gli Uffici Postali, gli Sportelli Filatelici del territorio nazionale, gli "Spazio Filatelia" di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino e sul sito internet www.poste.it.
Annunziata Maffei
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dal Corriere della Sera (17 febbraio 2011)
SCOPERTI VENTUNO QUADERNI CHE COPRONO GLI ANNI DAL 1882 AL 1910
Diari segreti e lettere ai familiari: aperti i taccuini di Fogazzaro
Non è il biglietto misterioso e crudele che Marina di Malombra, l' enigmatica eroina del primo romanzo pubblicato da Antonio Fogazzaro, trovò in un antico cassettone scoperto nell' ala tenebrosa del palazzo del conte Cesare d' Ormengo. E qui non ci sono mogli da vendicare, nobildonne sempre sull' orlo di una crisi di nervi. Tuttavia, la vicenda - autentica - dei taccuini dello scrittore vicentino, aperti a cent' anni dalla sua morte, sembra avvolta in un cerchio magico e richiama certi rituali dell' Ottocento, il secolo romantico nel quale visse Fogazzaro. È la storia di un plico segreto, confezionato in tre pacchi, contenente i diari scritti nell' arco di 28 anni (1882/1910) dall' autore di Piccolo mondo antico, che il pronipote Giuseppe Roi consegnò nel 1961 alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza, con il vincolo di aprirlo cinquant' anni dopo. Istruzioni per l' uso che già innescano ipotesi fantasiose sul perché di tale procedura. Fatto sta che la cerimonia del disvelamento, con suspense, si è svolta martedì, nella sala Manoscritti di Palazzo San Giacomo, sede della Biblioteca, davanti a una commissione, presieduta dal segretario generale del Comune, Maurizio Vetrano, presenti due notai e un gruppo ristretto di invitati, tra cui i parenti di Roi e il presidente dell' omonima Fondazione Giuseppe Roi, Gianni Zonin. La prima sorpresa: oltre ai taccuini, il pacco contiene anche due "epistole familiari" e una busta di "memorie e annotazioni preziose" (come è scritto sull' intestazione), composta di 24 elementi. Dall' evento ai ricordi personali. "Il Giornale di Vicenza" dà conto delle parole di Franca Maria Galante, 87 anni, conosciuta come la "signorina Galante": "Nel 1961, ero presente durante i fatti. Posso dire che quel pacco era conservato personalmente da Dalla Pozza, direttore della Biblioteca Bertoliana. Lo teneva nell' armadio del suo ufficio". Il mistero non si scioglie ancora. È previsto un secondo atto. Taccuini, lettere, dunque. Ma qual è il contenuto di quei fogli, vergati con inchiostro scuro e minutissima grafia? Ci sono annotazioni brevi, parecchi conti e vari numeri. Tutti ancora da leggere e da decifrare. E perché - ci si chiede - Giuseppe Roi stabilì che i diari dovessero rimanere segreti per mezzo secolo dopo la consegna? Qualcuno vagheggiò di missive d' amore di Fogazzaro, forse compromettenti. Il pronipote lo ha sempre negato. L' ipotesi più verosimile, emersa quattro anni fa a margine di un convegno, è che il plico contenesse, tra l' altro, lettere intime e giudizi poco lusinghieri su persone e famiglie che nel 1961 erano viventi. Il 7 marzo, a cent' anni esatti dalla morte di Fogazzaro, le ombre verranno fugate. Per quella data, infatti, il Comitato di esperti, nominato dal consiglio d' amministrazione della Bertoliana, avrà visionato tutto il materiale e renderà note le conclusioni.
Marisa Fumagalli
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da il Giornale, 9 giugno 2010
TURISMO CULTURALE
Premio Fogazzaro: un'occasione d'oro per scoprire il Ceresio e il Lario
di Stefano Passaquindici
Più noti con i nomi di lago di Lugano e di Como sono zone di grande interesse paesaggistico, culturale, artistico, storico ma anche letterario ed enogastronomico
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da La Provincia di Como, 25 marzo 2010
FOGAZZARO INEDITO, SI MUOVE LA SOPRAINTENDENZA
Dimenticato da lunghi decenni in un armadio e scoperto del tutto casualmente i primi di marzo, il prezioso epistolario dello scrittore Antonio Fogazzaro, sembra abbia suscitato un eclatante risveglio di quel "piccolo mondo antico" indissolubilmente legato al cuore e alla notorietà del letterato vicentino che ha lambito anche il contesto lariano. "Riordinando alcuni materiali in una stanza del piano terreno dell'Istituto Carducci, ho posato l'occhio su 5 faldoni che sul dorso portavano la scritta 'Valsolda' ", ricapitola oggi Livia Porta, segretaria dell'Associazione Carducci, ammettendo che quel suo moto di curiosità e meraviglia di fronte alla fitta corrispondenza, non meno di 400 lettere ben conservate, indirizzate dalla famiglia allo scrittore o più raramente viceversa, ha trovato immediatamente le ali per spiccare un volo altrettanto imprevedibile. "Veloce come il vento la notizia dell'inedito carteggio, diramata dal quotidiano "La Provincia", sta moltiplicando l'interesse e avviando ulteriori percorsi di ricerca" conferma la stessa Livia Porta, nipote del fondatore dell'Istituto Carducci e figlia della scrittrice Carla Porta Musa, riferendo che la Sopraintendenza archivistica di Milano ha già espresso un fattivo coinvolgimento con sopralluogo e con la decisione di tutelare il carteggio di inestimabile valore.
Laura d'Incalci
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da L'Avvenire, mercoledì 10 marzo 2010
MA FOGAZZARO NON HA ANCORA L’OPERA OMNIA
di Fulvio Panzeri
Forse è arrivato il momento di riabilitare anche Antonio Fogazzaro, scrittore molto conosciuto, grazie soprattutto alle riduzioni cinematografiche e televisive di «Piccolo Mondo Antico» e di «Malombra», ma criticamente ancorato a certi pregiudizi e considerato in sostanza un autore minore, pur se di quelli che contano. Invece Fogazzaro, stretto tra il Verismo e Svevo, ha una sua autonomia e soprattutto una dimensione che va oltre lo stretto spazio provinciale italiano cui il destino critico sembra averlo legato. Si può dire che Fogazzaro e tutto il pensiero che lo ha nutrito e ha dato forza crepuscolare alle sue opere siano ben più profondi e complessi. In pratica si tratta di abbandonare quel preconcetto del Fogazzaro inteso solo come autore 'nazional-popolare', per inserirlo nella complessità del pensiero europeo. Risulta significativa così la nuova introduzione di Daniela Marcheschi all’ennesima ristampa (la diciassettesima dal 1984 negli Oscar Mondadori, dato che conferma l’interesse sempre vivo per questo autore) di «Malombra», in cui la Marcheschi fornisce alcune indicazioni chiave per capire «l’ingombro» che l’autore rappresenta nella letteratura italiana, partendo dal presupposto che «la disomogeneità dell’articolazione narrativa» allontana il Fogazzaro dalla tradizione post-romantica. E la sua visione della letteratura, quel suo volgersi al connubio tra corpo e spirito, razionalismo e umanesimo, lo portano in territori non proprio etichettabili rispetto alle categorie letterarie del suo tempo. Scrive la Marcheschi: «Una simile interrelazione fra spirito e materia, tra scienze e letteratura, lo separava sia dagli Scapigliati sia dal movimento decadente. Cosciente della propria inattualità in un periodo di smarrimento ideologico diffuso, Fogazzaro difendeva una ribellione razionale e umanistica». Operando scelte che vanno più verso una direzione europea rispetto a quella legata alla sola tradizione italiana, Fogazzaro dimostra le ragioni della popolarità che lo ha sempre accompagnato: «Pochi scrittori del nostro Ottocento hanno goduto in vita di grande popolarità nel proprio Paese e all’estero come è accaduto al vicentino Antonio Fogazzaro… Eppure pochi autori come Fogazzaro sono stati oggetto di letture parziali e di minimizzazioni, di pregiudizi ideologici e di una visione storiografica pietrificata della nostra letteratura. Con questo autore invece è necessario oggi più che mai mirare all’Europa, allargare gli ambiti problematici dell’indagine letteraria per adeguarla alla ricchezza di pensiero, coglierne la consistenza e analizzarne gli aspetti particolari». Per capire Fogazzaro, per rileggere l’esperienza forte di un artista che – come scrive in una lettera – è «alla ricerca di quella bellezza complessa che più è pura di animalità, che compenetra in una luce indissolubile la bellezza intellettuale e la bellezza morale», è necessario entrare in un’ottica critica nuova, quella dell’anticipatore di future esperienze novecentesche, nella scelta di modi inconsueti (in analogia con le esperienze letterarie di Huysmans e di Balzac e quelle di altre esperienze musicali) di composizione narrativa, che fanno dire alla Marcheschi che «proprio per l’ampiezza dello sguardo, Fogazzaro è stato uno dei maggiori sperimentatori che la letteratura italiana abbia avuto tra Ottocento e Novecento». Adesso manca solo un «Meridiano»: Fogazzaro in Italia non ha ancora un’edizione completa delle opere. Inutile dire che se la meriterebbe da tempo.
dal sito web del FAI:
Villa Fogazzaro, un mondo antico da tutelare
Giuseppe Roi ha destinato la villa al FAI nel suo testamento
Un vero e proprio "piccolo mondo antico" da tutelare. Stiamo parlando di Villa Fogazzaro di Oria in Valsolda (CO) che il marchese Giuseppe Roi ha destinato nel suo testamento al FAI. Proprio in quella villa il grande Antonio Fogazzaro scrisse gran parte del capolavoro "Piccolo mondo antico".
Un piccolo giardino ricco di glicini e cipressi, immerso nel romanticismo che si respira sulla riva del lago di Porlezza, ramo italiano del lago di Lugano; una splendida villa perfettamente tenuta che ha mantenuto inalterata l'atmosfera che si respirava ai tempi di Antonio Fogazzaro; piccoli e grandi mobili, libri, miniature, ritratti che regalano raffinatezza a ogni stanza. E poi quelle poesie del grande scrittore vicentino scritte dietro alle porte, all'interno di cassetti di tavoli e scrivanie…
Villa Fogazzaro di Oria in Valsolda (CO) è un vero e proprio “piccolo mondo antico”, che il marchese Giuseppe (“Boso”) Roi di Vicenza ha destinato nel suo testamento al FAI affinché lo tuteli con la stessa perfezione da lui stesso garantita in tutti questi anni.
Grande Amico del FAI e uomo di cultura, Giuseppe Roi è il pronipote di Antonio Fogazzaro: suo nonno, omonimo, sposò infatti la figlia Gina del grande scrittore. Fondatore dell'Ente Ville venete, Giuseppe Roi offrì i suoi buoni uffici presso la curia padovana per consentire a Vittorio Olcese di comprare Villa dei Vescovi a Luvigliano (PD). Villa che successivamente fu donata dai suoi eredi al FAI.
Il lascito di Villa Fogazzaro, dove fu scritto gran parte del capolavoro “Piccolo mondo antico”, ci riempie di orgoglio e, al tempo stesso, di un grande senso di responsabilità. Tocca a noi ora proseguire a mantenere perfetto questo “capolavoro”, con quella dedizione e passione che certamente, da lassù, Giuseppe “Boso” Roi si aspetta da noi.
FAI, non solo una sigla, ma anche voce del verbo fare.
Il FAI - Fondo Ambiente Italiano nasce dalla determinazione di uomini e donne che hanno deciso di FARE qualcosa di concreto per il loro Paese.
Fondazione nazionale senza scopo di lucro, il FAI dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende che sostengono il suo lavoro. Oggi il FAI gestisce e mantiene vivi - per sempre e per tutti - castelli, ville, parchi storici, aree naturali e paesaggi di incontaminata bellezza.
Questa è la missione del FAI: promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità.
Un compito infinito che non ammette soste e nel futuro la nostra determinazione è fare ancora di più: per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche del tuo. Grazie!