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Festival Letteratura Recitata
3-5 settembre 2010 Parco di Villa Nani Mocenigo – Canda (Ro)
Informiamo i nostri affezionati internauti della bella iniziativa intrapresa dal Comune di Canda (Rovigo), dedicata alla "letteratura recitata"; tanto più che il tema del Festival in qualche modo ci apparenta: il viaggio... Ci piace anche ricordare che tra i tanti e importanti eventi del Festival sarà presente anche la casa editrice "Il Narratore audiolibri", che quest'anno ha partecipato al Premio Antonio Fogazzaro presentando una eccellente edizione di "Piccolo mondo antico" recitata dall'attore Lino Spadaro
http://festivaletteraturarecitata.it/
"Riappropriarsi della percezione sensoriale dell’ascolto. Ritornare a sentire le parole con tutta la forza e l’intensità che ad esse appartengono. Parole di uomini e donne che hanno segnato le pagine più belle della nostra letteratura e che in tempi e luoghi lontani hanno raccontato di viaggi, di naufragi, di nostalgia e di ritorni a casa, contribuendo a costruire il sistema di riferimento valoriale di una intera civiltà. Questo è il Festival della Letteratura Recitata: occasione per ribadire che non esiste un luogo o una città della cultura, ma che essa è dei luoghi e nei luoghi e delle persone che vi abitano; e per testimoniare la convinzione che l’unico progetto politico credibile è quello costruito a partire dalla nostra ‘cultura’, stratificazione consapevole di pagine di storia, di letteratura e di arte che al centro hanno sempre l’uomo e la sua dignità. Lontano dai rumori, lontano dal caos di chi senza rotta vuole a tutti i costi guidare, in uno spazio protetto dalla storia, nel parco di villa Nani Mocenigo, il tempo è quello utile per la relazione, condizione necessaria perché chi racconta esista in forza di chi ascolta. Dove autori, attori, cantastorie e spettatori per tre giorni scelgono di vivere la metafora del viaggio insieme con Ulisse, Dante, Pinocchio, Alice, Leopold Bloom, Gulliver, il Piccolo Principe … consapevoli che il senso di ogni viaggio sta nell’ascoltare e nell’essere arricchiti dalle storie degli altri.
Buon Viaggio"
Flavia Micol Andreasi
Vice Sindaco /Assessore alla Cultura del Comune di Canda
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Sabato 3 luglio dalle ore 10.00 il Premio Antonio Fogazzaro e la "Scuola del Viaggio" organizzano un "Laboratorio di scrittura di viaggio"
"Ogni viaggio comincia nell'immaginazione, si svolge nella realtà, continua nella memoria, ed è inscindibile dal suo racconto", questo è il viaggio secondo la Scuola del viaggio, associazione nata su idea di Claudio Visentin da una spin off universitaria, che si dedica alla diffusione della cultura di un viaggiare creativo, intelligente e responsabile. Lo fa attraverso la scrittura, la fotografia e il disegno, nelle sue molteplici attività. Il prossimo appuntamento con la Scuola del viaggio è all'interno del Premio Antonio Fogazzaro, giunto alla sua terza edizione: "La scrittura del viaggio" è il laboratorio condotto da Guido Bosticco - docente universitario e insegnante della Scuola - per avvicinarsi allo spirito dei grandi narratori di viaggio, al reportage giornalistico o semplicemente per imparare e cominicare a scrivere delle proprie esperienze. Come si raccolgono i dati, come s'imposta una trama, come interagiscono i personaggi; ma anche come utilizzare gli aggettivi in maniera efficace, come costruire le frasi funzionali, come elaborare un buon reportage ed altro ancora.
Lo stage è aperto a tutti: 5 ore di lavoro sulla scrittura e le tecniche narrative per raccontare le emozioni del viaggiare. Sabato 3 luglio 2010, ore 10.00-13.00 e 14.00-16.00 Biblioteca comunale di Lenno "Vittorio Antonini", Via Soccorso n° 26, 22016 Lenno (CO) Per informazioni e iscrizione: www.scuoladelviaggio.it
Le iscrizioni sono aperte anche in loco.
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da il Giornale, 9 giugno 2010
TURISMO CULTURALE
Premio Fogazzaro: un'occasione d'oro per scoprire il Ceresio e il Lario
di Stefano Passaquindici
Più noti con i nomi di lago di Lougano e di Como sono zone di grande interesse paesaggistico, culturale, artistico, storico ma anche letterario ed enogastronomico
leggi l'articolo...
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SATISFICTION "Soddisfatti o rimborsati"
Da Giovedì 6 Maggio arriva nelle librerie il numero 8 di SATISFICTION, "Soddisfatti o rimborsati", la rivista di critica letteraria ideata e diretta da Gian Paolo Serino.
La prima rivista gratuita, ma mai scontata, che rimborsa i libri consigliati e propone inediti di grandi autori classici e contemporanei.
Da questo numero Satisfiction, trimestrale edito da Mattioli 1885, trova in Vasco Rossi "un editore spericolato, soddisfatto e rimborsato".
La rockstar, già lettore e collaboratore di Satisfiction, ha deciso di investire in prima persona nel progetto Satisfiction.
" La vera libera informazione si trova nei libri".
Sono soddisfatto per aver investito in un mezzo di diffusione letteraria e culturale come antidoto a questa valanga di cronaca sensazionalistica e informazione drogata.
Rimborsato dal fatto che qualcuno avrà così la possibilità di essere informato su pensieri e opere di Autori, che non si sentono al telegiornale, che non parlano in politichese o politicamente. Autori che rappresentano la coscienza umana e raccontano quello che vedono, quello che sentono e quello che pensano, senza strumentalizzazioni"
Da giovedì 6 maggio potete trovare Satisfiction gratuitamente nelle librerie Feltrinelli e Fnac, nelle Librerie Coop, Arion e Mondadori oltre che nelle maggiori librerie indipendenti.
L'elenco completo, città per città, su http:// www.satisfiction.it/distribuzione.php
In questo numero di SATISFICTION, tra gli altri, INEDITI DI
STEPHEN KING
HENRY ROTH
TOBIAS WOLFF
LOUIS-FERDINAND CELINE
CLARO
HUNTHER THOMPSON
DAN FANTE
PAUL BOWLES
ANTONIO MARRAS
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da La Provincia di Como, 25 marzo 2010
FOGAZZARO INEDITO, SI MUOVE LA SOPRAINTENDENZA
Dimenticato da lunghi decenni in un armadio e scoperto del tutto casualmente i primi di marzo, il prezioso epistolario dello scrittore Antonio Fogazzaro, sembra abbia suscitato un eclatante risveglio di quel "piccolo mondo antico" indissolubilmente legato al cuore e alla notorietà del letterato vicentino che ha lambito anche il contesto lariano. "Riordinando alcuni materiali in una stanza del piano terreno dell'Istituto Carducci, ho posato l'occhio su 5 faldoni che sul dorso portavano la scritta 'Valsolda' ", ricapitola oggi Livia Porta, segretaria dell'Associazione Carducci, ammettendo che quel suo moto di curiosità e meraviglia di fronte alla fitta corrispondenza, non meno di 400 lettere ben conservate, indirizzate dalla famiglia allo scrittore o più raramente viceversa, ha trovato immediatamente le ali per spiccare un volo altrettanto imprevedibile. "Veloce come il vento la notizia dell'inedito carteggio, diramata dal quotidiano "La Provincia", sta moltiplicando l'interesse e avviando ulteriori percorsi di ricerca" conferma la stessa Livia Porta, nipote del fondatore dell'Istituto Carducci e figlia della scrittrice Carla Porta Musa, riferendo che la Sopraintendenza archivistica di Milano ha già espresso un fattivo coinvolgimento con sopralluogo e con la decisione di tutelare il carteggio di inestimabile valore.
Laura d'Incalci
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da L'Avvenire, mercoledì 10 marzo 2010
MA FOGAZZARO NON HA ANCORA L’OPERA OMNIA
di Fulvio Panzeri
Forse è arrivato il momento di riabilitare anche Antonio Fogazzaro, scrittore molto conosciuto, grazie soprattutto alle riduzioni cinematografiche e televisive di «Piccolo Mondo Antico» e di «Malombra», ma criticamente ancorato a certi pregiudizi e considerato in sostanza un autore minore, pur se di quelli che contano. Invece Fogazzaro, stretto tra il Verismo e Svevo, ha una sua autonomia e soprattutto una dimensione che va oltre lo stretto spazio provinciale italiano cui il destino critico sembra averlo legato. Si può dire che Fogazzaro e tutto il pensiero che lo ha nutrito e ha dato forza crepuscolare alle sue opere siano ben più profondi e complessi. In pratica si tratta di abbandonare quel preconcetto del Fogazzaro inteso solo come autore 'nazional-popolare', per inserirlo nella complessità del pensiero europeo. Risulta significativa così la nuova introduzione di Daniela Marcheschi all’ennesima ristampa (la diciassettesima dal 1984 negli Oscar Mondadori, dato che conferma l’interesse sempre vivo per questo autore) di «Malombra», in cui la Marcheschi fornisce alcune indicazioni chiave per capire «l’ingombro» che l’autore rappresenta nella letteratura italiana, partendo dal presupposto che «la disomogeneità dell’articolazione narrativa» allontana il Fogazzaro dalla tradizione post-romantica. E la sua visione della letteratura, quel suo volgersi al connubio tra corpo e spirito, razionalismo e umanesimo, lo portano in territori non proprio etichettabili rispetto alle categorie letterarie del suo tempo. Scrive la Marcheschi: «Una simile interrelazione fra spirito e materia, tra scienze e letteratura, lo separava sia dagli Scapigliati sia dal movimento decadente. Cosciente della propria inattualità in un periodo di smarrimento ideologico diffuso, Fogazzaro difendeva una ribellione razionale e umanistica». Operando scelte che vanno più verso una direzione europea rispetto a quella legata alla sola tradizione italiana, Fogazzaro dimostra le ragioni della popolarità che lo ha sempre accompagnato: «Pochi scrittori del nostro Ottocento hanno goduto in vita di grande popolarità nel proprio Paese e all’estero come è accaduto al vicentino Antonio Fogazzaro… Eppure pochi autori come Fogazzaro sono stati oggetto di letture parziali e di minimizzazioni, di pregiudizi ideologici e di una visione storiografica pietrificata della nostra letteratura. Con questo autore invece è necessario oggi più che mai mirare all’Europa, allargare gli ambiti problematici dell’indagine letteraria per adeguarla alla ricchezza di pensiero, coglierne la consistenza e analizzarne gli aspetti particolari». Per capire Fogazzaro, per rileggere l’esperienza forte di un artista che – come scrive in una lettera – è «alla ricerca di quella bellezza complessa che più è pura di animalità, che compenetra in una luce indissolubile la bellezza intellettuale e la bellezza morale», è necessario entrare in un’ottica critica nuova, quella dell’anticipatore di future esperienze novecentesche, nella scelta di modi inconsueti (in analogia con le esperienze letterarie di Huysmans e di Balzac e quelle di altre esperienze musicali) di composizione narrativa, che fanno dire alla Marcheschi che «proprio per l’ampiezza dello sguardo, Fogazzaro è stato uno dei maggiori sperimentatori che la letteratura italiana abbia avuto tra Ottocento e Novecento». Adesso manca solo un «Meridiano»: Fogazzaro in Italia non ha ancora un’edizione completa delle opere. Inutile dire che se la meriterebbe da tempo.
dal sito web del FAI:
Villa Fogazzaro, un mondo antico da tutelare
Giuseppe Roi ha destinato la villa al FAI nel suo testamento
Un vero e proprio "piccolo mondo antico" da tutelare. Stiamo parlando di Villa Fogazzaro di Oria in Valsolda (CO) che il marchese Giuseppe Roi ha destinato nel suo testamento al FAI. Proprio in quella villa il grande Antonio Fogazzaro scrisse gran parte del capolavoro "Piccolo mondo antico".
Un piccolo giardino ricco di glicini e cipressi, immerso nel romanticismo che si respira sulla riva del lago di Porlezza, ramo italiano del lago di Lugano; una splendida villa perfettamente tenuta che ha mantenuto inalterata l'atmosfera che si respirava ai tempi di Antonio Fogazzaro; piccoli e grandi mobili, libri, miniature, ritratti che regalano raffinatezza a ogni stanza. E poi quelle poesie del grande scrittore vicentino scritte dietro alle porte, all'interno di cassetti di tavoli e scrivanie…
Villa Fogazzaro di Oria in Valsolda (CO) è un vero e proprio “piccolo mondo antico”, che il marchese Giuseppe (“Boso”) Roi di Vicenza ha destinato nel suo testamento al FAI affinché lo tuteli con la stessa perfezione da lui stesso garantita in tutti questi anni.
Grande Amico del FAI e uomo di cultura, Giuseppe Roi è il pronipote di Antonio Fogazzaro: suo nonno, omonimo, sposò infatti la figlia Gina del grande scrittore. Fondatore dell'Ente Ville venete, Giuseppe Roi offrì i suoi buoni uffici presso la curia padovana per consentire a Vittorio Olcese di comprare Villa dei Vescovi a Luvigliano (PD). Villa che successivamente fu donata dai suoi eredi al FAI.
Il lascito di Villa Fogazzaro, dove fu scritto gran parte del capolavoro “Piccolo mondo antico”, ci riempie di orgoglio e, al tempo stesso, di un grande senso di responsabilità. Tocca a noi ora proseguire a mantenere perfetto questo “capolavoro”, con quella dedizione e passione che certamente, da lassù, Giuseppe “Boso” Roi si aspetta da noi.
FAI, non solo una sigla, ma anche voce del verbo fare.
Il FAI - Fondo Ambiente Italiano nasce dalla determinazione di uomini e donne che hanno deciso di FARE qualcosa di concreto per il loro Paese.
Fondazione nazionale senza scopo di lucro, il FAI dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende che sostengono il suo lavoro. Oggi il FAI gestisce e mantiene vivi - per sempre e per tutti - castelli, ville, parchi storici, aree naturali e paesaggi di incontaminata bellezza.
Questa è la missione del FAI: promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità.
Un compito infinito che non ammette soste e nel futuro la nostra determinazione è fare ancora di più: per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche del tuo. Grazie!