Note Bio-bibliografiche degli Autori premiati

NOTE BIO-BIBLIOGRAFICHE DEGLI AUTORI PREMIATI

Lucia Amorosi. Sono nata a Roma nel 1964, dove vivo da sempre. Ritrovarmi per il secondo anno consecutivo tra i finalisti mi riempie di gioia. Tra un “Fogazzaro” e l’altro mi sono applicata (da entusiasta scribacchina), così ho pubblicato dei racconti brevi su varie raccolte: Alcheringa Edizioni, Bravi Autori, Sensoinverso Edizioni, Historica, Gente che scrive per… per citare i più riusciti. Ho tante storie da raccontare. Chissà, forse da “grande” riuscirò a scrivere qualcosa di più lungo di quattro pagine.

Mauro Barbetti, classe 1960, Ancona. Ho scritto e suonato in band locali fin poco oltre l’ingresso nella maggiore età: penso che musica e parole mi abbiano salvato le chiappe in quel periodo. Poi c’è stato da tirar la carretta: lavoro, moglie, figli ed è stato giusto così. Ho ripreso a scrivere nel 2008 e ho avuto la fortuna di vincere qualche premio di narrativa e poesia, tra cui mi piace ricordare il 2° posto nel Castelfiorentino 2014. Ho all’attivo due raccolte di poesia, collaboro con il webmag Arcipelago Itaca e insegno inglese nella scuola Primaria.

Patrizia Benetti. Sono nata a Ferrara nel 1961 e ci vivo. Appassionata del noir esordisco nel 2012 con Racconti Neri, Este Edition, a cui segue nel 2014 Gli Occhi della Vendetta, Editrice La Carmelina. Nel maggio di quest’anno ho pubblicato il mio primo romanzo La figlia di Jacob con la casa editrice Starter Book.

Cristina Cornelio. Vivo a Savona e sono nata nel 1957. Pubblicazione di miei racconti in diverse antologie, fra cui: 365 Racconti di Natale, 365 Racconti d’estate (Delos Books), Natale e dintorni, L’amore è un’erba spontanea, I sogni sono come farfalle, Racconti da brivido, (Alcheringa Edizioni), Dritto al cuore (Historica), Gente che scrive in 300 parole, Il canto della fata (Braviautori), racconti in 256k, Biciautori, Il Bestiario, 77, Asso+Editore, Malgradopoi, Lettori Autori, True Stories, Giallo d’Arte 2013,  Montegrappa Edizioni, “Post”office, Premio Antonio Fogazzaro 2014 (New Press Edizioni).

Samuele Fabbrizzi è nato a Pontedera (PI) nel 1986. Ha pubblicato i romanzi Il cacciatore di angeli (2009), Il ragazzo di porcellana (2011), Il collezionista di memorie (2014), l’antologia personale Scappa coniglietto, scappa (2015) e la novella horror Il Braccio Mutante della Legge (2015, Dunwich Edizioni). Ha vinto i concorsi INTERIORA (2012), Masters of Horror (2012), Premio Scheletri (2014), Marvellous Hotel (2014) e Premio Antonio Fogazzaro 2014 “Post”office, come miglior tributo a Charles Bukowski. Segue con costanza il portale di Letteraturahorror.it.

Lodovico Ferrari. Sono nato nel 1964 e vivo a Borgosesia (VC) con moglie, tre figli, due gatti, due cani… Di professione informatico. Sempre andato meglio in matematica che in italiano… Nonostante ciò ho pubblicato con Delos Books, Alcheringa Edizioni, Braviautori e alcuni altri editori. Primo classificato al Premio Antonio Fogazzaro 2014, secondo nel concorso “Storie vagabonde” e in “Gente che scrive in 300 parole”, terzo nel “Campionato italiano della bugia”, segnalato nel concorso “Omaggio a Lucio Dalla” e premio della critica al concorso “Racconto in rosa”. Su internet: www.lodo.it e blog macchescrittore.blogspot.com.

Anna Rita Foschini, è nata nel 1959, tosco-romagnola, vive a Torre del Lago Puccini (LU), in un paese con “spiagge assolate, un lago sempre calmo e fresche pinete” (cit. Giacomo Puccini). Il suo cuore si divide fra due mari, da uno sorge il sole e nell’altro tramonta; nel mezzo svettano gli Appennini. Così le asperità del carattere, che ricordano i marmi del Monte Altissimo, si stemperano nei liquidi meandri di un’anima sognatrice. Dopo aver fatto una serie di cose inconcludenti, ha deciso di aprire il cassetto nascosto del secrétaire e tirare fuori un desiderio spesso accarezzato, ma mai reso concreto: scrivere. annaritafoschini.blogspot.it

Marina Paolucci milanese. Frequenta il corso scrittura creativa di Raul Montanari, laboratori di Carlo Boccadoro, Gianni Biondillo. Pubblica in antologie, alcune con contributi di Franco Forte, Andrea Pinketts, Carlo Lucarelli, Stefano Benni, Ellekappa, Matrix. Riconoscimenti: Premio A. Fogazzaro 2012 Qualità Fb: 6° autore segnalato giuria popolare; Subway Stories 2013: 2°; Premio A. Fogazzaro 2013 Qualità Fb: 2°; ANCIU 2014 Fiabe: testo tra i più poetici. Vince Gente che scrive sui… Carabinieri 2014. Scrive per beneficenza. Ẻ uno degli autori che da aprile a settembre 2015 trasforma Rovereto in “La Città dei 99 Racconti”.

Luigi Siviero è nato a Trento il 6 giugno 1977. Dopo la laurea in giurisprudenza si è dedicato alla scrittura pubblicando saggi sui fumetti, poesie e racconti. Le sue principali pubblicazioni sono Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l’incubo (Edizioni NPE, 2012) un libro che contiene un’analisi del Dylan Dog di Tiziano Sclavi accompagnata da un’intervista al creatore dell’indagatore dell’incubo. Dall’11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti (Edizioni NPE, 2013), il manufatto artistico (C6H10O5)n (Abigail Press, 2009) e Interni immaginari (DOUble SHOt, 2010).

Il mio nome è Alma Trucillo e sono nata a Salerno nel 1960. La riservatezza e la timidezza hanno fatto sì che già da bambina mi isolassi per ore a scrivere, vivendo una specie di vita parallela alla routine quotidiana. Mi sono dedicata agli studi linguistici finché, superato il concorso magistrale, ho iniziato un meraviglioso percorso come insegnante nella scuola primaria. Mi diletto ancora a scrivere (sono tra gli autori di “Una poesia per Eus” e “Se fossi scriverei“) nel tempo che mi resta tra famiglia e scuola.

Annamaria Vernuccio. Sono nata a Napoli 65 anni fa, e lì ho completato gli Studi Tecnici. Sposata e con una figlia, vivo a Serravalle Sesia (Vercelli) e dò voce alle mie fantasie scrivendo brevi racconti. Non ho velleità di “scrittrice” ma la positività con cui vengono accolti i miei scritti mi spinge a continuare e a sognare… Presente in alcune antologie come Vivo da Poeta, “Post”office, Racconti in cucina, L’anno della luce, Storie vagabonde, Dritto al cuore, I sogni sono come farfalle, Il cielo in una stronza, Il canto della fata e Halloween all’italiana e altri.

DIARIO DI BORDO

LA MEGLIO GIOVENTU’

LA MEGLIO GIOVENTU’
Ci si abbracciava,
di bacio in bacio,
e le nostre carezze,
come ali di farfalla,
a colorare l’innocenza
che piano piano volava via con loro.
Lucia Amorosi


LA MEGLIO GIOVENTU’

Valle Giulia, eravamo tutti lì, tutti dalla stessa parte. Noi credevamo.
Fin quando il Poeta ci spiegò che tutti erano anche quelli dall’altra parte.
Elisa Borgonovo Moroni

LA MEGLIO GIOVENTU’
Primi giorni d’estate. I nostri vent’anni. La Renault 4 scassata e quella gita improvvisata al mare. Coi soldi che avevamo dovevamo scegliere tra l’autostrada e un panino. La cassetta di Lucio Dalla e la canzone “ Futura” facevano da colonna sonora ai nostri sogni. Tornammo che era quasi sera, preoccupati per il ritardo, i miei avrebbero fatto un sacco di storie. Ricordo ancora le nostre risate, gli occhi pieni d’amore e la benzina quasi finita. Eravamo pieni di speranza, ci sentivamo invincibili, niente e nessuno avrebbe potuto dividerci. Invece ci siamo persi. Nelle pieghe della quotidianità, nella nebbia delle difficoltà quotidiane. Un giorno abbiamo smesso di sognare. Le nostre strade si sono divise.
Claudia Cuomo

LA MEGLIO GIOVENTÙ
Sei me quando strappi la margherita che cresce in un prato e dopo un istante la getti a terra con noncuranza.
Sei me quando schiacci una formica tra le dita.
Sei me quando fai il pieno al distributore di benzina.
Sei me quando voti.
Oggi mi vesto di nero, incendio la tua auto e piscio sul tuo portone di casa. Fra trent’anni sarò la peggio vecchiaia, quella che sei tu oggi.
Giovanna Polini

LA MEGLIO GIOVENTÙ
Sei me quando strappi la margherita che cresce in un prato e dopo un istante la getti a terra con noncuranza.
Sei me quando schiacci una formica tra le dita.
Sei me quando fai il pieno al distributore di benzina.
Sei me quando voti.
Oggi mi vesto di nero, incendio la tua auto e piscio sul tuo portone di casa. Fra trent’anni sarò la peggio vecchiaia, quella che sei tu oggi.
Luigi Siviero

PETROLIO

PETROLIO
Affoga!
Tu e le tue convinzioni,
gli sporchi giochi e le litanie.
Si, affoga!
Goditelo l’oro che tanto aneli tra le mani,
che calore non ha.

Provaci a stringerlo, afferrarlo, non ci riuscirai.
Guardalo dall’alto cadere su di te,
adesso noto la paura nei tuoi occhi bugiardi,
ora che sei sul fondo freddo come il marmo arranchi e tremi.

Spera ch’io mi ferma in tempo,
che smetta di sputare petrolio sulla tua testa.
Vincenzo Attolico

AFFABULAZIONE

AFFABULAZIONE
Tu Amore mio braccato
dal Rimmel ben dosato
tu con quel corpo magro
ligneo e spigoloso
da Pietà Rondanini
ed io che oso
circuirti con un sorriso
intriso di veleno
con le mille parole che dico
non dico
produco
se insisto ti seduco
fingendomi tuo amico
ma posso esser lupo
senza pelo né pietà
e tu
– Che bocca grande che hai !
ed io
– Per mangiarti meglio…
…mentre ti bacio
Mi giustificherò poi parlando di animo randagio.
Mauro Barbetti

AFFABULAZIONE
Come si può spiegare ai bambini l’atroce barbarie dell’uomo contro l’uomo, lo sterminio, i lager, la pelle trasparente dell’umanità costretta all’esilio nel nulla e lo sguardo senza speranza?? I treni con ammassi di carne umana, gli scheletri nei fossi e il fumo di quello che era prima un corpo, un cuore, una vita?? No, non posso… Un bimbo piangerebbe per anni, di notte, se gli spiegassi l’orrore.
Alma Trucillo

IL SOGNO DI UNA COSA

IL SOGNO DI UNA VOLTA
Non rimaneva che il viaggio di ritorno.
Nino alla volta di Lecce. Un’eccellenza italiana, con un lavoro sicuro nel nord Europa e uno stipendio d’oro; senza rifugio.
Milo verso Napoli. Iscriversi all’università nel Regno Unito gli era costato un capitale; laureatosi in economia, mal sopportava ingrossare le fila della finanza speculativa.
Giulio ad Agrigento. S’era stufato di fare l’agente immobiliare a Londra, non vedeva l’ombra di un cambiamento concreto.
Il cammino ostinato verso sud rigurgitava rimorsi, paure, rabbie. Ma alle nebbie preferirono l’abbaglio accecante del solleone, selvaggio e inerte. Alla certezza, la sorte. All’agio, il disagio di una vita precaria.
Là dove sembrava esserci nulla, o quasi niente, Giulio, Milo, Nino trovarono tutto, persino sé stessi.
Avevano creduto, un tempo, di coltivare il sogno di una svolta.
Oggi coltivano la terra, seminano il sogno di una volta.
Andrea Corallo

IL CAOS

IL CAOS
E’ nella testa.
Pensieri assordanti
come strider di gesso
come porte sbattute
come gatti arruffati.
E’ caos assordante
parapiglia occipitale
la testa mi fa male
somatizzo il dolore.
Patrizia Benetti

IL CAOS
Se è vero che chi ha il caos dentro di sé può generare una stella danzante, io ho partorito un’intera galassia.
La mia vita è un caos, un groviglio di passato irrisolto e presente inconcludente che si snodano in un futuro ancora pieno di speranze e di sogni chimerici.
La mia casa è un caos, con il suo irriducibile disordine, le mille cose che conservo e non ritrovo mai, quelle che credevo di avere gettato via, e invece mi ritrovo inspiegabilmente tra le mani.
Un caos sono i sentimenti, le amicizie e le inimicizie, le emozioni che fanno palpitare questo vecchio cuore, tante volte ridotto a brandelli e altrettante rattoppato.
Il caos è nella testa, nell’inarrestabile schermaglia di pensieri contrastanti, nelle decisioni prese e subito dopo disattese, nel conflitto delle mie molteplici anime, alcune trasparenti come il cristallo, altre più nere dell’inferno.
Quello che scrivo è caos, nell’accozzaglia dei generi, nel virare di netto dalla tragedia al grottesco, dall’orrore all’idillio.
Ho un caos di stelle dentro gli occhi, e il loro fulgore mi abbaglia nel buio della vita.
Anna Rita Foschini

CAOS
Mi sveglio di soprassalto, la fronte imperlata di sudore. L’ho sognato ancora. Gli occhi sbarrati , un rigolo di sangue sulla tempia. Una deflagrazione. Io non muovo più la gamba. Il mio compagno è morto.
A due anni dal congedo ancora lo vedo.
Quando sono tornato, nell’indifferenza generale, la mia vita non è stata più la stessa.
In quel paese straniero ero rispettato, quasi venerato per l’aiuto che portavo; circondato da fratelli in divisa, difendevamo la bandiera.
Ora il mio stato non mi riconosce più.
Ma io ti ho difeso, amato, rispettato!!
Ho chiesto aiuto per superare quei fantasmi che offuscano la mia mente. Ho trovato solo indifferenza e porte chiuse.
Ma come, hanno investito milioni per addestrarmi a dovere; io li ho serviti!
Ed ora che chiedo aiuto vengo respinto.
Ho cercato un lavoro, degli amici.
Ho trovato solo disprezzo. Sono catalogato come un pazzo, un esaltato, uno da evitare.
Che fine hanno fatto il mio Stato, la mia Bandiera? Dove sono i miei fratelli?
Sono solo, nel caos della mia mente.
Vittoria Nava

IL CAOS (il mio KAOS)
Disordini delle pelle che annientavano l’umana ragione. Aveva ragione il Signor Pirandello, nelle sue riflessioni. E’ Kaos sulla pelle, sotto e dentro. Ma tu riempimi come meglio credi. Magari con un gelato alla vaniglia. Sarò cannella, sarò il movimento del flusso. Sarò Joyce e la sua coscienza che fluttua da me e te. Senza punti & virgole, ma creando disordini. Fuori la finestra un ambulanza corre a sirene spiegate, ed io, come mantra associo il rumore a parte del mio cuore.

LA TERRA VISTA DALLA LUNA

LA TERRA VISTA DALLA LUNA
La Terra vista dalla Luna io non la vedrò mai.
A meno che non ci mettano uno specchio, sulla Luna. E mi tirino il mento in su.
A quelli come me, che non oltrepassano i confini del quartiere, perché l’ignoto è faticoso;
che non amano viaggiare, perché per loro tutto il mondo è uguale;
che non usano l’immaginazione, perché ne hanno a basta della realtà,
a quelli come me non interessa vedere la Terra dalla Luna.
E nemmeno la Luna da quaggiù.
Cristina Cornelio

LA RABBIA

LA RABBIA
Ti brucia, ti divora, talvolta ti soffoca.
Ti fa diventare quello che non sei.
Ma dopo che è esplosa, ti svuota.
Ti fa sentire migliore, lei, la RABBIA!
Dorotea Cruciata

LA NOTTE BRAVA

LA NOTTE BRAVA
Io volevo solo una notte d’amore. Quella che non riuscivo ad avere da te.
E siccome tu non riuscivi ad amarmi, l’amore me lo sono andato a cercare, a pagare, a rubare, come un ladro nella notte buia.
Una notte, solo una notte per diventare l’amante della morte che ora cammina con me, giorno dopo giorno.
Pare sia colpa di un virus. Un fottuto, microscopico virus che ora è padrone di me e mi consuma.
Una notte brava, una notte sfrenata, poi il giorno è tornato.
Tu continui a non amarmi e io, piano piano, ho iniziato a morire.
Maria Rosaria Del Ciello

I PIANTI

I PIANTI
Lacrime, lacrime,
ti porterà lacrime.
Le trasformerò in risate!
Ora son qui,
acqua e sale negli occhi,
un pugnale nel cuore.
E non riesco a ridere.
Stefania Fiorin

I PIANTI
Ho visto melanzane uccise
in padelle d’olio bollente
senza che due lacrime lise
fossero piante dalla gente.
Graziano Gattone

UNA VITA VIOLENTA

UNA VITA VIOLENTA
«Avevo la tua età quando venni violentata.»
Marica sobbalza, stordita, con lo stomaco sottosopra e gli occhi appannati.
Dove si trova?
Prova ad alzarsi, ma polsi e caviglie sono legati, ancorati al tavolo sul quale è distesa.
«Fu colpa mia» aggiunge la voce. E’ una donna, e quel timbro è così… familiare. «Gli uomini non riescono a tenerselo nei pantaloni, ecco perché sta a noi farci valere. Saper dire di no. Smetterla di sculettare e mostrare i coglioni.»
«Aiuto» grida Marica, fiutato il pericolo.
Le pareti sono tappezzate di articoli di giornale, ove si parla del “Serial killer delle fragili”, un assassino che uccide le ragazze già vittime di abusi.
Come fosse una colpa.
Solo che polizia e media credono sia un uomo.
La folle si avvicina al tavolo e Marica finalmente la riconosce, la sua psicologa, con un coltello affilato nella mano destra.
«Non mi uccida, la prego.»
Ma è inutile, perché Marica le ricorda se stessa da giovane, la debole, e ammazzarla è l’unico modo per distruggere il passato e finalmente… perdonarsi.
Almeno una volta l’anno.
Samuele Fabbrizzi

COMIZI D’AMORE

SILENZI D’AMORE (L’APPARENTE BANALITA’ DEL CUORE)
Dormi.
Mentre mi vesto, il tuo piede spunta dalle lenzuola, coperto da una calzina di lana grigia.
Anche per questo ti amo.
Lodovico Ferrari

DOV’E’ LA MIA PATRIA?

DOV’È LA MIA PATRIA
Dov’è la mia patria?
Dove sono gli eroi, i santi e i navigatori che diedero lustro all’antico Stivale?
Forse rinchiusi nei loro appartamenti, intenti a navigare sul filo della tecnologia, tra le onde perigliose del wifi.
Dov’è la mia patria?
Nelle spire di Equitalia, che vampirizza la povera gente, gettandola nelle mani di delinquenti e strozzini.
Dov’è la mia patria?
Ogni pezzo di Colosseo che cade, ogni muro di Pompei a terra è una stilettata al mio cuore debole e affranto.
Dov’è la mia patria?
Io non ho padre né madre in questa terra votata allo sfacelo, in un Paese che stagna nella mediocrità.
Dov’è la mia patria?
Rosanna Fontana

DESCRIZIONI DI DESCRIZIONI

DESCRIZIONI DI DESCRIZIONI
ho fatto tutto quello che potevo
tutto quello che vedevo da fare
tutto il possibile
tutto al massimo del “mio” possibile.
aspetto a fiatare
tirare le somme
implacabile bilancio
pendente verso l’infinito.
sperare non serve a nulla
quando nulla e’ sperato davvero.
leggendo al contrario
si sente persino il vuoto
come risalire da un pozzo
che parte dal cielo.
Renè Miri

DESCRIZIONI SU DESCRIZIONI
(con tutti i titoli della II settimana)
Senza tetto né letto, abito al parco. Accattone per sventura, vivo di stenti. Sono lontani i tempi adolescenziali di una vita violenta consumata con ragazzi di vita, a fare la notte brava, con schiamazzi notturni, preceduti da guai diurni. E mi sovvengono i mitici comizi d’amore, improvvisati ai raduni delle suore con Scritti corsari.
Alzo lo sguardo al cielo, spuntano le prime stelle. Belle!
Mi domando come sia la Terra vista dalla Luna. Dovrei chiederlo a un astronauta. Di sicuro mi riferirebbe uno spettacolo inimmaginabile: una coreografia di punti e righe intersecate dipinti di azzurro, bianco, verde e marroni. E, che non si distinguono gli Stati nel mappamondo, pur girandogli attorno. Che la guerra da lassù non si vede, ma si sente con urla agghiaccianti. Che la popolazione non si distingue anche se occupa continenti stracolmi di facce di mille razze, con pelle di ogni colore, religione e status sociali.
Invidio gli astronauti, che vivono l’incanto di costellazioni e pianeti, da conferire al mondo scientificamente, con descrizioni su descrizioni, lontani da questo mondo marcio.
Marina Paolucci

CHE COSA SONO LE NUVOLE?

CHE COSA SONO LE NUVOLE
Nuvole bianche…
come la neve
dolci spumoni di panna per i golosi,
soffici e delicate come cotone,
dolci letti su cui dormono gli angeli
forme e figure che narrano favole di draghi e folletti
nella fantasia dei bimbi sdraiati sull’erba a fantasticare
cuori e cupidi nei sogni degli innamorati che si baciano sotto la luna
Nuvole nere…
per un temporale che lascerà posto ad un fantastico arcobaleno
Nuvole rosa…
per la romantica luce di un tramonto
che scalda il nostro cuore e addolcisce i nostri pensieri facendoci sognare
Daniela Zampolli

CHE COSA SONO LE NUVOLE?
Le nuvole sulla testa.
Le nuvole che coprono il sole quando brucia, che mancano nel cielo quando la pelle brucia.
Le nuvole che portano la pioggia, che fanno guardare verso l’alto.
Le nuvole sulla testa.
Le nuvole che non vedi di notte e quelle che hai per tetto.
Con le stelle.
Blinko G. Nuvolone

ACCATTONE

 ACCATTONE
“Lei è considerato uno dei più grandi autori di romanzi di questo secolo. Da dove trae ispirazione per scrivere le sue storie?”
“Dalle Vite delle persone che mi circondano. Prendo un po’ di qua, un po’ di là senza nemmeno chiedere. Per fargliela breve, mi limito ad osservare e trascrivere… nulla di più!
Prenda questo pomeriggio caldo, inutile e noioso. Se non fosse stato per il suo rossetto rosso leggermente sbavato sul labbro inferiore, il suo sguardo provocante, il suo odore di sesso e femmina, la sua scollatura profonda che offre la vista su alture scivolose e la minigonna oltre il limite dell’ indecenza, non avrei mai pensato alla vicenda del miliardario che si innamora di una puttana”.
Wilhelmina Vagante

IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE

IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE
Sono circa 3 anni, mille e più giorni che i nostri Marò vivono un esilio forzato, lontani dalle loro famiglie e dai loro affetti più cari.
Ogni giorno nuovi ostacoli al loro rilascio e ogni nuovo giorno aumenta la loro frustrazione e viene meno la fiducia nell’operato di chi in Patria dovrebbe attivarsi per il loro rientro.
Ogni notte una storia diversa, anzi un incubo diverso popola i loro sogni e ogni mattino, così come un fiore bagnato dalla rugiada si schiude, così nei loro cuori sboccia nuovamente il fiore della Speranza.
Annamaria Vernuccio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VIAGGI IMMAGINARI

VIAGGI in 10 PAROLE…
VIAGGI IMMAGINARI

VIAGGIANDO NEL TEMPO
Tornai indietro per ricominciare. Evitai errori vecchi. Ne feci altri…
Barbara Palombi

VIAGGIO DI UN NAUFRAGO
Una penna, un foglio, una bottiglia. Così tentò di ritornare.
Luca Ricchi

NESSUN LUOGO E’ LONTANO
La stessa razza :umana. La stessa lingua : sorriso. Timore? nessuno.
Alessandra Toscano

DILEMMI DI VIAGGIATRICE
Eterna insoddisfatta, parto e vorrei tornare. Resto e vorrei partire.
Cristina Prina

ORIZZONTI
Nessun orizzonte può contenere le mie fantasie.
Mario Vitale


Per viaggiare non servono mete nuove, ma occhi nuovi.
Floriana Plebani

VIAGGIO INUTILE
Ho girato il mondo intero !!! … quello che cerco?????? solamente te!!!
Sabatino Simonicca

VIAGGIO DEI SENSI: UBIQUITA’
Guardo un monte, Tocco sabbia, Ascolto blues, Mangio datteri.
Luca Ricchi

VIAGGIO SURREALE
Estrasse lo spazzolino dalla valigia, si accorse di averla dimenticata.
Gianfranco Terrana

VIAGGIO PER ESISTERE
Vivo il presente, sogno il futuro, imparo dal passato.
Angela Marano

SALGARI
Viaggiò tutta la vita seduto a un tavolo.
Alessandra Toscano

VIAGGIO NEL TEMPO
Schiacciando un formaggino da un buco della stagnola tornò bambina.
Roberta Toscano

IL VIAGGIO PIU’ BELLO
Partire per fuggire da se stessi per poi ritrovarsi migliori.
Emanuela Arzuffi

VIAGGIO IMPOSSIBILE
Quello dentro la cattiveria umana
Floriana Plebani

SENZA SCAMPO
Fuggo dalla vita viaggiando nella mente. La morte arriverà comunque
Adriana Biondolillo

COMPAGNI DI VIAGGIO
Ti ho seguito nel viaggio. Ma non era il mio.
Barbara Palombi

IL VIAGGIO DELLA VITA IN PIENA LIBERTA’
Pollice alzato, accetto passaggi da occasionali compagni di viaggio. Libera.
Cristina Prina

TRISTEZZA DEL VIAGGIO
Evapora la lacrima al sole e poi, cade in mare.
Sara Leda

IL BAGAGLIO CULTURALE
A ogni ritorno, non svuotava mai la valigia delle emozioni.
Stefania Viganò

PROGRAMMA DI VIAGGIO
Devo stilarne uno che metta d’accordo Immaginazione e Realtà…
Luca Ricchi

PICCIONCINI VIAGGIATORI
Li riconosci. Naso puntato in alto, mani una nell’altra.
Anna Maria Di Santo

VIAGGIO ALL’INIZIO DEL TRAMONTO
La tela blu del mare pronta ad accogliere rossi cangianti.
Roberta Toscano

IL VIAGGIO SENZA RITORNO
Conobbe l’estasi e non volle più tornare a casa
Ama Aloi


Vago dentro la mente, cercando la strada verso il tuo cuore.
Floriana Plebani

VIAGGIO TRA LE RIGHE
Donne pericolose, leggendo, nutrono i loro sogni.
Angela Marano

VIAGGIO INUTILE
Partendo non sapendo dove andare…sono arrivato dove non volevo!!!
Roberto Bertulazzi

VACANZE INTELLIGENTI
Bollino rosso , partirono tutti alla stessa ora stessa direzione UTOPIA.
Sabatino Simonicca

VIAGGI ESPLORATIVI
Partire alla ricerca della felicità, trovandola nel ritorno a casa
Annalisa Zangara

FOTOGRAFIE 4D
Le immagini restituivano fedelmente odori, suoni e sensazioni del viaggio.
Barbara Palombi

AL CHECK IN
“Purtroppo ha sogni troppo pesanti”. Dolorosa fu la cernita.
Luca Ricchi

VIAGGIO MAI FATTO
Con mio padre, mano nella mano accompagnando la nostra vita
Chad Bumford

RITORNO
Posò la valigia esattamente dove l’aveva sollevata dieci anni prima.
Giuseppe Vuolo

LIBRARSI IN VOLO
Parole impresse in corsivo: vestite di umiltà per viaggiare libere.
Nontutta Mia

VIAGGIO
Accetto qualsiasi passaggio con destinazione “accoglienza” sulle strade del mondo.
Claudia Carbone

IL VIAGGIO
La mia mente arriva sempre prima del mio corpo. E aspetta.
Manuela Faggian

VI AGIO
Ricercando comfort estremi, finii per non alzarmi più dal letto.
Luca Ricchi

IL CAMMINO DEL VIAGGIO
La singolarità del viaggio è la circolarità: partenza, percorso,ritorno
Mariella Chiaffarata

VIAGGIO DELLA MENTE
Delirio febbricitante, viaggiava in non luoghi immaginari. Mai così reali.
Elisa Borgonovo

FALSA PARTENZA
Pensava che nessuno sarebbe andata a prenderla, evitò di partire
Maruzza Dardanoni

VIAGGIO SURREALE
Le sue mani riuscivano a farmi dimenticare tempo e spazio.
Emanuela Arzuffi

ORIZZONTI2
Come orizzonte sfuggi, ma solo spostando avanti il mio limite.
Mario Vitale

PARTENZA
Non riusciva a chiudere la valigia. Troppo piena di lacrime.
Roberta Toscano

VIAGGI DI CERTI PERSONAGGI
Non bastava una valigia per lui. Ci voleva un libro.
Sara Leda

VIAGGIO IMMAGINARIO
Quello nel tuo cuore. Invece, non sono nemmeno riuscita a comprare il biglietto!
Mariella Giunta

L’IMPORTANTE E’ VIAGGIARE
Viaggio per conoscere o per sfuggire a me? Comunque vago…
Cristina Prina


Nella città del tuo pensiero, scopro stupita l’ottava meraviglia.
Samanta Cianfrone


Spostava continuamente oggetti in casa. Ogni giorno, una nuova dimora.
Luca Ricchi

IL VIAGGIATORE
Partiva carico di curiosità. Tornava pieno di esperienza. Maturo.
Stefania Viganò

INESISTENTI CONFINI DI UN VIAGGIO SENZA PASSAPORTO
Brucio i documenti, sello la fantasia e corro per ogni dove.
Franco Coda


Lo immaginò, lo progettò. Ma per non rovinarlo, non partì.
Barbara Palombi

AMORE RESPINTO
Il tuo no, ha impedito un viaggio al mio cuore
Sabatino Simonicca

VIAGGIO DI UNA LACRIMA
Una lacrima scese in gola per salare la sua vita
Elisa Borgonovo

IL GIOCO DEL VIAGGIO
Nonno ci portava a veder partire i treni :” Fagli ciao!”
Alessandra Toscano

VIAGGIO SEMI-IMMAGINARIO
Mi riporto su un piano obliquo per vedere me stesso…
René Miri


Non viaggiava, eppure aveva visitato luoghi lontanissimi esotici e fiabeschi.
Luisa Caffi

AMORE RESPINTO
Il tuo no, ha impedito un viaggio al mio cuore.
Sabatino Simonicca

ARGUZIE PORTOGHESI
Si ridusse così piccolo da entrare nelle altrui valigie… gratis…
Ragno Buffo


Sfoglio il mio viaggio tra le pagine del nuovo libro.
Barbara Palombi

VIAGGIO ASTRALE
Entrare nella Guinness a Milano e uscirne a Dublino
Graziano Gattone

VIAGGIO IMMAGINARIO
nebbia e un volto sfumato…irlanda o specchio del bagno??
René Miri

VIAGGIATORE ANTICO
girava il mondo seduto alla scrivania, collezionando monete e francobolli
Elisa Borgonovo

SOGNO – DI UN VIAGGIO IMMAGINARIO
solo quando è buio riesco a vedere il mio viaggio
Sabatino Simonicca

ALICE
Scusi, mi sono persa,non trovo piu’ il Paese delle Meraviglie!
Giuseppe Vuolo

SU DI UN TRENO LENTISSIMO
Spio ogni sfumatura.
Vorrei mi sorridesse.
Ma il libro tace.
Anna Maria di Santo

VIAGGI REALI

VIAGGI in 10 PAROLE…
VIAGGI REALI

Il PRIMO VIAGGIO
Avventuroso, pochi centimetri, spinte,la luce in fondo,sculaccione… Uééééééééé!!!
Alessandra Toscano


Cosa è mai un Viaggio? Un accento grave sulla parola Andrò
Giuseppe Vuolo

IL VIAGGIO
Ovunque ti porti, sai che non sarai più lo stesso
Annalisa Zangara

IL VIAGGIO DEI CONTRASTI: INDIA
Dolciastre fragranze fiorite a coprire l’odore di povertà, morte.
Barbara Palombi

NON E’ MAI TROPPO TARDI PER VIAGGIARE
89 anni. Scoprì internet. Tuttora dura la sua frenetica navigazione.
Roberta Toscano

VIAGGIO SOLITARIO
Scoprire segreti del mondo. Il silenzio e l’infinito parlano.
Claudia Carbone

IN VIAGGIO
Spedisco cartoline senza firmarle. Testimone muta della bellezza del mondo.
Emanuela Arzuffi

VIAGGIO IN BARCA
Vademecum: buttare l’orologio, spegnere il telefonino, salpare, sognare.
Giovanni Chiappisi

VIAGGIO REALE
Luoghi, persone, sapori, odori, parole…tutto diverso e infinitamente identico.
Annalisa Zangara

CONTRADDIZIONI DI VIAGGIO
Camera sporca, cibo scadente, personale svogliato, in luogo da sogno.
Luisa Caffi

IL VIAGGIO DELLA NEVE
Immacolata volteggia….ignara che la fine del viaggio..sarà fango!
Manuela Faggian

IMBARCO AL GATE
Corrono, spintonano per imbarcarsi primi. Comodamente seduta li osservo. Idiozia…
Barbara Palombi

VIAGGIO
L’emozione del viaggio racchiusa nella ricchezza di culture differenti
Annalisa Zangara

PELLEGRINAGGIO
Santuario. Scalata. Passo su passo. Fiato in vapore. Salita sacra.
Anna Maria Di Santo

SPIRITO DEL VIAGGIATORE
Curiosità e rispetto. Vietato ogni confronto.
Giovanni Chiappisi

PROFESSIONE FOTOREPORTER
Catturava emozioni, raccontando mondi lontani, a chi mai li esplorò.
Stefania Viganò

VIAGGIO : ALBANIA/ITALIA
18 anni , un bel viso ,tante aspettative un lavoro ignobile…
Sabatino Simonicca

VIAGGIO DI LAVORO “EMOZIONI ZERO”
Aeroporto Malpensa – Aeroporto Londra – Sala Riunioni – Aeroporto Londra – Aeroporto Malpensa
Barbara Palombi

PARTO
Da quel momento inizia il viaggio meraviglioso per la vita
Maruzza Dardanoni

VIAGGIARE E’…
…conoscenza di nuove parole, nuove amicizie che ti portano lontano.
Paola Bongiorno

VIAGGIO NEL DESERTO
Tra i suoni nelle dune, il battito del cuore universale
Sandra Giordano

VIAGGIO REALE
Con mio Figlio, mano nella mano accompagnando la nostra vita
Chad Bumford

VIAGGIO
Curiosa ma pigra. Senza allontanarmi troppo, entrerò in una libreria.
Claudia Carbone

IL VERO VIAGGIO
Tornare a casa da te, ogni sera, dolcissimo amore mio…
Floriana Plebani

VIAGGIO di RICERCA
Da turista si trasformò in viaggiatore. Diventerà pellegrino, un giorno
Elisa Borgonovo

SPIRITO DEL VIAGGIATORE
Curiosità e rispetto. Vietato ogni confronto
Giovanni Chiappisi

INDIA
Ti ho conosciuto fra tende leggere. Resta una foto. Sfocata.
Maria Grazia Musneci

EMIGRANTI DEL SUD: IL RITORNO ESTIVO
Addormentano il cuore nella nebbia, per risvegliarlo nelle radici assolate.
Sandra Giordano

VIAGGIO DA INCUBO
Non riuscì a partire. Immobilizzata dalle sue stesse paure.
Barbara Palombi

THAILANDIA
“Mai Pen Rai”… “non fa nulla”. Così si sopravvive lì.
Samanta Cianfrone

UN SEMPLICE SPOSTAMENTO
Ovunque, dovunque. Lontano ma non troppo. La casa mi manca.
Sara Leda

AUTOSTRADA
Fari nella notte…la musica mi avvolge…arrivo da te!!
Roberto Bertulazzi

HO VIAGGIATO?
Esco, conosco, piango e mi prendono in braccio….sono nata!!
Ragno Buffo

NEI MIEI VIAGGI
La meta è certa. Nutro più interesse per il percorso.
Cristina Prina

L’EMIGRANTE
… sul grande oceano, verso una nuova terra, immaginò il domani …
Mariella Ferraro

IN VIAGGIO
Era bello perdersi in quelle stradine ombreggiate, baciandosi di nascosto.
Patrizia De Vincentis

IL CAMMINO DELLA SPERANZA
Valigie di cartone, volontà di ferro, desideravano una vita migliore.
Gianfranco Terrana

VIAGGIO UMORALE
Prenoto contemporaneamente: prima, seconda classe, scomparto animali. Per ogni evenienza.
Luca Ricchi

VIAGGIANDO
Interpreto occhi di genie diverse, cercando la recondita radice comune.
Franco Coda


Andai in Brasile per sentire il dialetto genovese.
Giovanni Chiappisi

RICORDO DA L’HAVANA
Sorso di rum. Rieccoti il sole. I sorrisi di Cuba.
Roberta Toscano

VIAGGIO SENZA RITORNO
Fiori e lacrime accompagnano quel corpo gelido verso la fine
Sabatino Simonicca

VIAGGIO NELL’INFERNO
Strade bianche, sangue, morte, bimbi senza sorriso: benvenuti in Afghanistan
Giuseppe Vuolo


L’ansia prima del viaggio : tic tac tic tac tic tac tic tac…….
Il Quasimodo II La Riscossa

VIAGGIO SCONFINATO
Cittadina del mondo, viaggio con le storie di altri uomini.
Claudia Carbone


Finì il viaggio salutando la vita con un sorriso ironico!
Manuela Faggian

IL PENDOLARE
Si chiedeva se anche lui avrebbe potuto scrivere di viaggi…
Stefania Viganò

PARRICIDA
Viaggiò così tanto che si dimenticò da dov’era partito.
Emanuela Arzuffi

NON CONOSCEVA ALTRE LINGUE, PERO’…
Con il suo bel volto espressivo sapeva farsi capire sempre.
Luisa Caffi

VIAGGIO IN BARCA A VELA
Vietati i tacchi, obbligatori i sorrisi
Giovanni Chiappisi

IL VIAGGIO DEI VIAGGI
Non scordare mai quello che tutti li contiene: la vita
Graziano gattone

IL VIAGGIO
L’essenza non è nella meta, ma nel viaggio stesso
Elisa Borgonovo

VIAGGIATORI SPOCCHIOSI
Messico,fatto. Nepal,fatto.. inutili tacche sulla valigia alla moda
Alessandra Toscano

VIAGGIO CON AMICI
Ci stupimmo di quanta strada avevamo percorso ridendo e scherzando.
Federico Dellora

SHAMAL
Il vento che accarezza le terre, mescola umori, unisce noi
Maruzza Dardanoni

IL VIAGGIO DI FEDE
Ignoro la destinazione ma so che questo percorso sarà…vita.
Federico Dellora

IL VIAGGIO DEI VIAGGI
Non scordare mai quello che tutti li contiene: la vita
Graziano Gattone

Cartoline sentimentali

CARTOLINE SENTIMENTALI

Non riesco più a leggere, tutto si scioglie come se piovesse su questa cartolina che ho pensato per te. Su questa cartolina che non ti ho mai scritto, su questa cartolina senza indirizzo, su questa cartolina senza nome. Su questa cartolina senza inchiostro, bianca di paura.
Filippo Nativo

Mon amour,
oggi ho pensato che le nostre comunicazioni in tempo reale bruciano ogni attesa. Così ho scelto la vecchia cartolina. E come si usava allora, frasi arrotolate, penne intinte nell’inchiostro e carta a mano profumata, diligenze a cavalli che trasportavano pensieri e parole da Milano a Parigi percorrendo reali distanze, adatte a centellinare il desiderio.
Ti mando un lunghissimo bacio,
tua
Elisa Emmebi

A Lello il vinaio di Portico d’Ottavia che sa a chi va.
Cara moglie, siamo qui tutti, ci portano a lavorare.
Dicono che staremo bene, non ti preoccupare. Ma tu nasconditi, nega, pensa al bambino, se è maschio chiamalo Mosè, se è una pupa, Libertà. Con l’aiuto del Signore tornerò, ma se non tornassi, raccontagli di me, non deve dimenticare il suo papà.
Getto questo biglietto fuori dal treno, prego che qualcuno di buon cuore te lo faccia arrivare.
Con tutto il mio amore,
Settimio
Alessandra Toscano

Caro nonno,
è già un anno che sono via, qui,al College.
Non preoccuparti per me, studio e le cose vanno bene.
Tu mi dicevi “Lì non vedrai i soli, le lune. Studierai su libri fatti di parole, mentre qui leggeresti la Madre Terra, ascolteresti il vento, la pioggia. Resta: poserai le mani sui tronchi, strapperai i fili della prateria, sentirai la vita in ogni cosa che ci circonda. E sarai come noi. Diverrai un vero Uomo”.
Nonno, io qui vedo il sole, nelle mattine fatte di Neon nei corridoi della facoltà. Le stelle sono migliaia di insegne luminose che inondano le mie notti. Spesso sono a cavalcioni di un muretto,e guardo il cuore pulsante delle auto che inseguono punti invisibili. Nonno,dovevo farlo. Dovevo venire qui. Nel sangue ho quello che ho lasciato,ma è tempo anche per noi, di bere fino in fondo nel bicchiere della sconfitta. Ma ti prometto che quando sarò di nuovo nella nostra Terra,danzerò tutta la notte,con te e con mio padre…
Tuo nipote, Alce Nero
Roy Roberto

Caro padre,
Sei così lontano che non so se arriverà in tempo questa cartolina, e non so nemmeno se ti piacerà questa foto, per quanto banale. Abbiamo sempre visto il mondo in modo così diverso che quella che per me è un alba, per te è sicuramente un tramonto. Anche sul francobollo ho avuto dei dubbi ma, giuro, non ho avuto scelta. Per l’inchiostro ero indeciso su un nero troppo formale o un blu che avresti giudicato sicuramente immaturo, e poi, scrivere in freddo stampatello certo di essere capito o in corsivo emotivo ad alto rischio d’incomprensione? Ecco, già che ci siamo, vogliamo parlare anche della data? Che data metto se alcune cose che ti vorrei scrivere sono vecchie di quarant’anni? Senti, tanto non mi ricordo nemmeno l’indirizzo, lasciamo perdere questa cartolina e rimaniamo lontani, in silenzio, che su quello almeno siamo sempre andati d’accordo.
Tuo figlio
Filippo Nativo

A quella bambina sempre in castigo dietro la lavagna.
Mi ricordo ancora quando il maestro aveva deciso di voltarla, quella lavagna; erano comparsi pensierini e disegni bellissimi.
Lei aveva costruito un mondo suo, stando li, scoprendo che ci si poteva disegnare anche dietro.
Ma, a quel punto, era lei che si era girata di schiena per non mostrarsi mai più.
Floriana Plebani

A Gianluca.
Ciao,
Ti sembrerà strano, ma ormai sono quasi trent’anni che ci conosciamo; come vedi, non sono mai cresciuto. Ricordo quando dormivi sereno, stringendomi forte; eri ancora nella culla, una volta addirittura mi chiamasti mamma! Nella mia vigile immobilità, sul tuo letto, ti ho visto diventare uomo, giorno per giorno. Presto passerò il testimone, e credo che mi ritroverò nella culla di tuo figlio; vorrò bene a lui tanto quanto te.
Tuo,
Milo.
Gianluca Fontanesi

Cara zia Nuccia, caro “zio Antonio”,
sarebbe stato oggi, il 21 aprile di una “settantina” d’anni fa, lo ricordo dalle parole di mia madre. Scusate se, per Antonio, ho usato le virgolette. Lo so, in famiglia, per noi bambini, lui era “zio Antonio”. E non capivamo perché. “Cose da grandi”, pensavamo. Eravate promessi, innamorati. Poi, un giorno, il tuo sorriso s’è velato, per sempre. Ma non nel cuore di lui. Che ti ha raggiunta, molto dopo. In questa umana dimensione, non vi siete mai appartenuti. In dono, però, avrete avuto il Cielo.
Un nipote
Roy Roberto

“Toh… una cartolina”,
questo ho pensato appena l’ho vista. Poi l’ho toccata, annusata, girata, ritoccata, riannusata, rigirata… Comprata. Sul fronte lucida e liscia come le tue labbra, sul retro porosa e profumata di tempo, come la tua pelle. L’ho baciata. Toccata, annusata, girata, ritoccata, riannusata, rigirata… Scritta. Con calma, perché le parole d’inchiostro non si possono cancellare, e sembrano così vive, come il tuo ricordo. L’ho carezzata. Toccata, annusata, girata, ritoccata, riannusata, rigirata… Firmata.
“Tuo per sempre” ho scritto, e a guardare il solco profondo che ho lasciato, mi è sembrato ancora più vero. L’ho stretta al cuore. Toccata, annusata, girata, ritoccata, riannusata, rigirata… Spedita. Una cartolina che viaggia per te, non sono solo parole. E’ materia d’amore.
Filippo Nativo

Alla donna che vedo alla fermata del bus.
Ogni mattina stavi li ferma, aspettando il bus. Salivi, cercavi posto a sedere e non lo trovavi mai. Sempre sorridente, un libro in mano e ti mettevi in quell’angolo discreto dove c’era più luce e silenzio. Ti perdevi in quelle parole e il tempo per te sembrava perdersi in storie scritte da altri.
Un giorno però mi sei sembrata strana. Un ombra che camminava senza colori.
E poi non ti ho più vista.
Ora, quando salgo su quel bus, mi metto nell’angolo che era il tuo, in mezzo alla luce e al silenzio che erano i tuoi.
E ti aspetto. Leggendo l’ultimo libro che leggevi tu.
Ciao
Giacomo Uncino

Non sono molto bravo con le parole, ma per scrivere una cartolina alla persona che ami bastano due parole nel grande spazio bianco a sinistra… “Ti amo”.
Il problema è compilare la parte a destra, quella con le righine, cazzo, quella cambia sempre.
Un bacio,
Filippo Nativo

Amore mio nuovissimo e smagliante,
ho immaginato di poter legare i tuoi sms con il nastro rosso e metterli in un cassetto per rileggerli quando mi resteranno solo i ricordi.
Ma la tecnologia non si è piegata al mio desiderio tardo romantico: li ho persi tutti nel trasferimento dal telefonino al pc.
Mi piacerebbe che tu potessi riscrivermeli sulle care fedeli cartoline e inviarmele per posta. Faresti questo per me?
Elisa Emmebi

A mio figlio.
Tesoro, ti mando questa cartolina perché voglio che ricordi com’era il nostro paese fino a poco tempo fa. Sono felice che il tuo lavoro all’estero ti abbia risparmiato questa catastrofe. Qui stiamo bene: siamo sempre nella solita palestra adibita a dormitorio, dobbiamo stare attenti a tutto ciò che ingeriamo e tenere una mascherina tutto il giorno. Ciò che importa è che viviamo, anche se in ginocchio.
Ce la faremo, ti abbraccio.
Una mamma di Fukushima
Gianluca Fontanesi

Alla mia gioventù persa chissà dove.
Mi ricordo un portico d’estate. Di ritorno dal mare, sudato e col costume bagnato mangiavo li con i miei, mia nonna, i miei parenti.
Erano giorni che sapevano di cicale e di giovani speranze, di colori così forti che sembri barcollare.
Poi in mezzo agli alberi si giocava a nascondino e la sera andavamo in un bar con un jukebox che suonava SONO SOLO CANZONETTE.
Bastava poco per stare bene: una partita a pallone, qualche chiacchiera inutile. E arrivarono i primi baci, di notte, quando non sapevo ancora come si baciava e me l’ero immaginato vedendo pellicole al cinema. Come sempre poi, alla fine di agosto arrivava la febbre, forse perché la vita era andata troppo in fretta. E al ritorno, tutto pareva nostalgia dolce.
Giacomo Uncino

Mi Piace.
Ricordi mia cara? Cliccasti mi piace al mio link sulle Foche Monache. La cosa mi incuriosii e ti chiesi l’amicizia,da quel momento iniziammo a scambiarci Poesie d’Amore.
Fu un gioco febbrile,cercavamo la Poesia più ardente e ce la spedivamo. Sempre di più sempre di più….finché un giorno io ti mandai una Poesia di Bukowski.
Tu mi bannasti ed io ora scrivo cartoline d’amore che tu non potrai leggere.
Giuseppe Vuolo

Ora che sei così lontana, ora che un intero oceano ci divide, ora che aspetto il tuo ritorno nel buio e nel silenzio… Ora. Ti chiedo scusa. Troverai questa cartolina sul tuo cuscino quando ti sveglierai, e io sarò lontano, spero, lontano come sei lontana tu adesso.
Nell’altra metà del letto.
Filippo Nativo

Antonio,
sono andata a comprare le sigarette ma ho trovato tutto chiuso. Allora ho pensato che tanto valeva venire a prendermele qui, dove hanno le mie preferite. Ricordati che il mese prossimo scade l’assicurazione della macchina.
Giovanna, Kingston-Jamaica
Alessandra Toscano

A te demente che mi fai domande stupide invece di cuocermi la lasagna.
Mi domandi cosa sia vivere.
Hai presente veder nascere tua figlia? Bene. E qui ci siamo.
Hai presente non aver il coraggio di veder morire il tuo cane per iniezione letale? No? Ecco immaginalo.
Ora fra il primo punto e il secondo punto, traccia una linea.
Non dritta, ma un po’ storta, un po’ che sale e che scende.
Perché la vita non è mai una riga dritta, deficiente. Ecco questa è la vita.
Prova a fare meno cazzate che puoi e spera di avere culo. Il segreto è tutto qui.
E’ pronta la lasagna, ora?
Grazie
Giacomo Uncino

Ciao papà.
Non so se ho messo l’indirizzo giusto, ma dicono che tanto voi sapete tutto. E allora saprai che sono diventato quello che volevi che fossi, non c’è bisogno neanche che te lo dica. Ma forse non sai quello che mi passa per la testa, questa maledetta frenesia che mi impedisce di godere di ciò che sono e che ho. Questo non lo sai, e neanche lo puoi capire, forse. Tu hai vissuto la tua vita sereno, nella tua aurea mediocrità, senza grilli, senza speranze. Io vorrei non sapere che domani sarà uguale a oggi, vorrei sempre pensare che qualunque giorno sia il giorno giusto per cambiare la propria vita. Ma forse quel giorno non arriverà mai e avevi ragione tu. Magari aspetto ancora un po’, per dirtelo. Magari aspetto a venire a dirtelo di persona. Il più tardi possibile.
Ciao! A presto… si fa per dire!
Victor Laszlo

Amica mia,
ti scrivo per aggiornarti su quella situazione, come mi hai chiesto. Le lettere con quell’uomo vanno avanti, ormai non riesco a farne a meno; quante volte mi sono detta “é l’ultima”, ma non riesco. E’ un piccolo segreto tutto per me, é stupido lo so, e non mi porterà a niente, ma mi rendono euforica, per assurdo il senso di colpa nei confronti di mio marito mi fa sentire di nuovo viva.
E’ un uomo molto intelligente, colto, sopra le righe, ancora non gli ho chiesto di quel piccolo timbro con cui firma le lettere, ma nella prossima lo farò e ti scriverò al riguardo. Non giudicarmi ti prego.
A presto.
Ora basta sognare, devo riordinare. Cos’é questo……piccolo…timbro rosso?
Maria La Tela

Cartolina che parte e che arriva come fossi Superman.
A me stesso che sorrido come un bimbino; che provo a piangere che sbaglio quasi sempre; che quando non sbaglio, sono perfetto che mi perdo nei pensieri; che perdendomi nei pensieri vivo in mondi paralleli; che ho amato una sola donna; che amo una sola donna che non so se lei mi ama ancora; che trovo le nostre figlie migliori di me e ci vuole poco; che scopro la vita un puzzle incasinato; che è bellissimo anche irrisolto; che infine ascolto storie e provo finalmente ad ascoltare la mia. Che non è manco nemmeno tanto male.
Giacomo Uncino

Mi scrivo.
Alla me bambina.
A quella mano che stringeva la fiducia e che ora è vuota. Ma ho ancora le gote rosse nell’emozione dell’attesa.
Ancora sbircio la vita e la trovo bellissima.
Anna Maria Arcobaleno

Cara Prof,
ho saputo che sei andata in pensione e ti scrivo questa cartolina per salutarti. Per anni, una stagione dopo l’altra, ti ho ascoltato mentre con fatica e passione leggevi versi di grandi poeti cercando di farne rivivere la Bellezza. Sono stato il più attento dei tuoi studenti.
Due versi di Dante sono rimasti impigliati tra i miei rami: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” Sappi che ne è valsa la pena.
Con affetto,
il Pioppo del giardino
Milena Milani

Zoe,
mi hai chiesto di non telefonarti, di smettere d’incontrarti ovunque “per caso”. Non m’hai, però, vietato di scriverti. Ed eccomi qui, armato di penna e cartolina, pronto a vivere un Amore epistolare. Sono un lavoratore onesto, un uomo buono, sincero, allegro. Nulla di emozionante, insomma. So che prediligi gli Amori dolorosi e, invece, dovresti esser venerata come una Dea, amata come una Donna. Continuerò a scriverti finché me lo vieterai.
A quel punto, mi inventerò qualcos’altro.
Ale.
Wilhelmina Vagante

Cartolina da Capo Mele.
Ciao Asia,
sono certa che dove sei stai bene, io qui un po’ meno. Ho lavato le tue ciotole ed arrotolato la tua copertina, ma la sera sul divano non riesco ancora a sedermi accanto al tuo posto senza allungare la mano. Avranno trovato i tuoi croccantini lì dove sei?
Ti mando un bacione umido,
Vivi
Viviana Algeri

Caro mezzo secolo,
stai per arrivare, ti attendo.
Sarò sincera: se mi dicessi “tardo” non me la prenderei.
Fingerei un dolore di circostanza per poi sfregarmi le mani, felice. E penserei “magari non venisse mai”.
Ma so che sei puntuale, in genere. Quindi, ormai, ti aspetto. E mi preparo alla tua venuta. L’arredamento è il solito, qualche manutenzione interna, una rinfrescata generale alla facciata e tanti cari saluti.
Cristina Prina

A un uomo.
Sei entrato parlando di poesia, di anima, di amore e già sei dentro di me.
Tu uomo sei capace di far navigare il mio corpo e la mia anima in un mare in burrasca dove le onde della passione approdano con violenza nella mia intimità. Sei l’emozione che viaggia nei miei pensieri aprendo la mia mente atrofizzata di solitudine, e mentre nella mia gracilità di bambina riaffiora la mia età di donna, il viaggio, seppur tu lì e io qua, è tuo, è mio.
Le nostre anime si amano senza tempo né luogo, in silenzio e con gioia. Un viaggio dentro l’infinito e l’infinito dentro di noi.
Un viaggio magico e intenso dove solo rondini possano volare al di sopra di noi.
Luciana Ligas

Ciao Keyla!
Ormai manca poco, tra qualche giorno voleremo da te, e finalmente potremo conoscerti. Chissà, forse non siamo proprio quelli che ti saresti aspettata, quelli che avresti voluto. Siamo un po’ incasinati, d’altra parte come tutti in questa parte di mondo, ma cercheremo di darti tutto l’amore che potremo, cercheremo di farti dimenticare i tuoi otto anni di dolore. Magari, anche se non subito, riuscirai a chiamarci “papà” e “mamma”. Non ti preoccupare, non c’è fretta, abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
A presto, piccolina!
Victor Laszlo

Cara Mamma,
quando vengo a trovarti sembra che sia tornato il “Figliol prodigo”.
Sai che amo il cioccolato e allora all’improvviso compare il sacchetto dei dolci. Un sacchetto che hai accuratamente nascosto a papà, vuoi proteggerlo. Invece ti piace viziarmi. Altro che cioccolato, dovesti sgridarmi non vengo spesso a trovarti!
Non ho mai amato i formalismi e le “feste comandate”. E questo lo sai e lo rispetti. Ho scoperto però, con rammarico, quante volte non ho ricordato la tua festa. Troppe.
Oggi è diverso, penso a te e mi accorgo che le possibilità di vederti diminuisce ogni anno che si aggiunge al tuo viso. E potrei non aver più tempo per dirti, nel giorno della tua festa, quanto ti voglio bene.
Verrò da te, oggi e ti porterò questa cartolina. Piangerai lo so. Io, non vorrò dolci ma ti stringerò pentito per tutte le volte che non lo ho fatto.
Talvolta le mamme si danno troppo per scontate.
Il tuo orami più che cinquantenne bambino.
Paolo Pavanello

Alla sposa promessa.
Giorni di guerra. Giorni inverosimili, di sangue e dolore.
Nessuno di noi é reale, siamo così mortali e passeggeri che a volte guardo i miei compagni o me stesso e vedo spettri.
Solo il mio sentimento vive, a lui mi avvinghio come un’edera con le ultime forze che mi restano; gli affido la mia vita che non ha più un valore.
Il mio bacio non si é ancora sporcato, é per te.
Aspettami, se lo desideri. Se non vuoi, non dirlo.
Maria La Tela

Alla mia casa.
Scrivo appoggiato a uno scatolone.
Buffo come quattro scatole possano contenere una vita, la mia vita.
Ho compiuto diciotto anni ieri e già da una settimana preparo diligentemente i bagagli di cartone.
Vado a lavorare al nord e lascio la mia casa, la mia adolescenza, i miei poster, i miei palloni. Porto i dischi si quelli sì! Che caspita di musica ascolteranno nei casermoni a Milano? Che odori entreranno dalla finestra? Mi sa che mi porto un po’ di pesce sotto sale per sentire l’odore del mio mare.
Ho dovuto comprare maglioni e calze di lana: sino a ieri lavoravo in barca e lì estate e inverno, piedi nudi magliette, felpe, ma lana no, mi fa prurito.
Lascerò la cartolina sul pavimento sperando che la mia stanza non si senta troppo sola. Tornerò lo so che tornerò si torna sempre ma sarò cambiato e la mia stanza non mi riconoscerà: forse se canto a squarciagola “Anima Mia” saprà che sono io.
Maruzza Alessi

Al mio perduto amore.
Naufragammo quando un veliero,dagli occhi azzurri,con abile manovra ti rapì. Pensai che morire andando alla deriva non è poi così male.
La corrente mi sospinse, invece, in un’isola, dai capelli biondi, dove la vita se non è un paradiso poco ci manca.
Spero che il tuo reggiseno non diventi l’ennesimo trofeo, appeso all’albero di maestra, del veliero di colui che ti portò via.
Addio,
un ex naufrago
Carmelo Giuffrida 

Cartoline satiriche

CARTOLINE SATIRICHE

________________ _____________u________ ________n__________ _____________b__________ a________________ __________c___________ ___i__________________________
_____ __________________o__________
(a chi sa leggere tra le righe….)
Pieranna D’Alberti

Amore,
il viaggio è stato incredibile, sono vivo per miracolo. Lo so che non ci crederai ma ho attraversato rapide mozzafiato e giungle piene di animali mortali, ho visitato gli abissi marini e le giganti sequoie, ho addirittura volato su un tornado. Mi sono cibato di carne avariata e ho bevuto acqua color petrolio, ho conosciuto gli inferi e sono riuscito a fuggire da Atlantide.
Ma la prova più dura, giuro, è stata l’ortobruco tour.
Vedessi che panorama dall’albero di Prezzemolo.
Baci da Gardaland
Filippo Nativo

Carissimi,

Ho scritto cosa penso di voi con l’inchiostro simpatico. Ora vediamo chi riesce a mettere una fiamma dietro questa cartolina per poterla leggere,
Gianluca Fontanesi

Ciao ragazzi!!!
Qui è tutto bellissimo, ma ci mancate molto, non vediamo l’ora di tornare per riabbracciarvi.
Mentre vi scrivo mi stanno offrendo dei frutti strani, dicono che siano magici, hanno il potere di far dire solo la verità a chi li mangia…..ahahhahhaha! ma chi ci crede a queste cose. Comunque, dicevo, abbiamo voglia di riabbracciarvi… anche se, con te Anna, è un po’ difficile, data la tua mole. Indossi ancora quei costumi che ti fanno sembrare una balena? Salutami quel rincoglionito di tuo marito, e digli che sono stata io ad impedire che avesse quella promozione a cui teneva. Un caro saluto anche a quei due mostri dei vostri figli… a meno che non siano già stati rinchiusi in qualche zoo.
A presto, patetica coppia di decerebrati.
I vostri amici, ancora per poco.
Teresa Fusco

Saluti, baci, abbracci, amori, passioni, bugie, sogni, attese, promesse. Ma quante ne avete scritte sulla mia schiena? Certo, io passo ore a farmi bella, a elemosinare la vostra attenzione con struggenti paesaggi, romantiche visioni, tramonti taroccati, bambini cicciotti, cani con gli occhiali, gatti col cappello, scimmie con le gonne, culi brasiliani… mi son pure messa in bianco e nero per le occasioni più eleganti. E alla fine nessuno mi guarda. Mi girate e vi emozionate solo per il mio didietro. Tutte quelle parole tatuate sulla pelle. Voi non sapete come affondano la penna i bambini, e come vergano veementi gli amanti. Un dolore.. E poi tutti quei punti esclamativi, e dei puntini di sospensione ne vogliamo parlare? Fanculo! Ma provate voi a farvi tutti quei buchi sulla pelle. L’unica cosa che mi consola, novelli scrittori dei miei stivali, è sapere che iniziate dalle spalle, ma le cose più importanti le scrivete proprio lì, all’altezza del buco del culo!
Filippo Nativo

Caro Punto.
Qua il tempo è bellissimo. La vita scorre. Molto lentamente. Mi dispiace che non ci sia anche tu. Sì. Mi dispiace. Tanto. Ma hanno mandato in vacanza solo me. Purtroppo. E tu a fare il lavoro doppio. Che ci vuoi fare? Fai atmosfera tu. Mica sei come me. Se ci sono non se ne accorgono. Se non ci sono non se ne accorgono. E tanto a che servo? Scrivono così. A singhiozzo. Perentori. Marziali. Arresto. Ripartenza. Tensione. Suspense. Ooooh. I grandi scrittori moderni. Ma un periodo un po’ più arioso? Fa tanto Promessi Sposi? Vabbè. Saluti. P.S. Il mese prossimo c’è la messa per Punto e virgola. Non te lo scordare.
Virgola
Rossella Chirieleison

Al vecchietto col cappello.
Adorabile vecchietto,
che la mattina mi bruci per un millesimo di secondo fregandomi l’ascensore mentre io fremo.
Che apri il box lentamente, con un impercettibile sorriso, mentre cerco disperatamente le chiavi del box nella borsa stile Eta Beta.
Che entri a fatica nella tua Panda, ma lo fai più velocemente di me. Però non vale, io devo anche mettere la bimba sul seggiolino e le cinghie si bloccano tanta è la foga.
Che con aria innocente mi blocchi il passaggio con la tua auto. E mentre lentamente abbassi la claire, ti giri, senza abbandonare quel sorrisetto.
E calcandoti bene in testa il cappello, per ribadire il concetto, parti, di una partenza anch’essa impercettibile.
Procedi a 20 all’ora e mi guardi dallo specchietto mentre ti tallono a un centimetro, mentre mia figlia grida “Attenta! Un vecchietto col cappello!” manco fosse il lupo.
Sappi che stasera, quando salterà come una matta, io non le dirò di fare silenzio.
Buona serata.
Barbara Palombi

Allagrammatica.
Oggicelhoconleimisentoapaticofrivoloincazzatoelamiasociopatologiamimponediprendermelaconisuoicomplementioggettisoggettimetaforesimilitudinisinestesieanestesieecorbellerieassortitenonmivacheleisiailmetronomodiqualsiasicosaioscrivanonvoglioregoleeisuoipredicatidapredicatoreincartapecoritoinunavalledilibriinlacrimesonounospiritoliberoevolevodimostrarglielo,
Gianluca ammattito
Gianluca Fontanesi

– Ma te ne vuoi stare un po’ zitto, l’ho comprata io questa cartolina.
– Ah, certo e chi l’ha scelta?
– Ma cosa c’entra?! Mi hai fatto perdere un’ora bello caro, una vale l’altra no?!
– Certo, fosse stato per te avresti mandato un sms, figuriamoci.
– Ovviamente, almeno arrivava subito no?
– Ma che romanticona che sei, e la poesia di una cartolina dove la metti?
– Poesia? La chiami poesia cercare una biro per mezza Istanbul e trovarne una, usata, pagata per nuova, e che macchia pure. Guarda qua che macello!
– Hai visto? Quella macchia sembra un cuore, carino no?
– A me sembra una macchia…
– E poi dicono che le donne sono più romantiche degli uomini. Lascia perdere va’ e scrivigli qualcosa.
– Che dici…”Ti penso”, sarà troppo?
– Dai scrivi, muoviti…
– Fatto! E tu che hai scritto?
– “Ti amo”
– Ma lo volevo scrivere io!
– Sì, vabbè… Firma va la’, sotto la mia.
Cuore – Testa
Filippo Nativo

Dottore,
eseguo quello che mi è stato chiesto, senza problemi, con la speranza di ottenere qualche risultato. Lei è un bastardo, un emerito bastardo. Le piace ascoltare passivamente mentre mi fissa la scollatura, eh, perverso? Siedo nella mia stanza, come mi ha detto scrivo pensando a cose felici, a ciò che mi rende serena. Stronzo, cosa crede di ottenere? Glielo dico io: altri 200 euro di una parcella fottuta, l’unica cosa che la fa sorridere, pezzo di..Penso a un prato in fiore, pieno di colori e di farfalle; spero che questa mia servirà a fare luce su ciò che lei chiama sdoppiamento.
Ci rivedremo all’inferno, bastardo!
Gianluca Fontanesi

A chi mi conosce.
Per favore spiegatemi chi sono.
Uno sconosciuto
Graziano Gattone

Alla conducente dell’auto targata WV938KP
Scrivo per proporle un affarone.
Da qualche anno, non so da chi e perché, lei è stata messa alla guida di un’auto per la quale provo istintivamente pena. Ho la disgrazia di dimorare davanti casa sua e di subire degli urti giornalieri. So che il parcheggio non è cosa facile, ma lei ne sconosce anche i rudimenti!
Grazie alla solidarietà di molti miei simili, ho racimolato una somma per pagarle delle lezioni di guida. Sono sicuro accetterà.
Il marciapiedi.
Wilhelmina Vagante

Ti scrivo questa cartolina per renderti partecipe della meravigliosa festa organizzata in mio onore in questo ameno luogo di villeggiatura. Non ho una macchina fotografica che possa immortalare le meravigliose palme che mi circondano, incastonate in un cielo terso. Vedo uccelli grossi e colorati, probabilmente pappagalli. Danzatori tribali. Sventolatori con ghirlande di fiori rossi e gialli che fanno da cornice ai loro grossi e muscolosi colli. Comincia a far caldo, anche se il sole non è molto alto. L’acqua è tiepida e forse anche un po’ salata. Ben cosparso di una crema dolciastra, consegno questa cartolina al capotribù e lo ringrazio di aver scelto un pentolone comodo, di avermi reso la penna e di aver optato per una cottura lenta. Fra un po’, avrò finalmente un fisico spolpito.
Simone Scalzini

Oggi c’è il sole e siamo stati in… oh, come si chiama… dai aiutami, quello con tutti quei cosi colorati, dai, quelli profumati. Oggesù, ultimamente faccio fatica a ricordare i nomi. Insomma chissenefrega. Era bello lì, il sole era caldo e luminoso, pensa che mi sono tolta le scarpe e ho camminato a piedi nudi su… oddio, come si chiama quella roba che c’è per terra, fuori, dai che non mi viene la parola. Fanculo, chissenefrega, tanto c’ho camminato sopra lo stesso. Poi però è arrivata quell’antipatica della… sì insomma, quella lì, quella vestita di bianco che mi sgrida sempre. Beh, hai capito. Ora però sono stanca, non ho voglia nemmeno di guardare la cosa lì… quella che c’è nella sala grande. Tanto la Rita non sta zitta un attimo e mi viene il nervoso. Ora però ti saluto, vado a dormire. Non ti arrabbiare, ma non mi ricordo l’indirizzo, per ora l’appoggio qui tanto qualcuno la prenderà prima o poi… Ma tu… Tu chi sei?
Filippo Nativo

Dott. Alois Alzheimer – Scuola di Medicina Monaco di Baviera.
Lei è un farabutto al soldo di mio marito! Continua a darmi farmaci che mi addormentano e mi confondono, così il bastardo può andarsene impunemente con le sue puttane. E la smetta di farmi passare per una violenta che rifiuta le cure: bagni caldi e diete schifose!
Lei non è un medico, ma un criminale che mi sta portando alla demenza e alla morte, la maledico!
Augusta D.
Graziano Gattone

Adorata Gina,
stamane, dopo aver fatto l’amore, sono andato via.
Eri bellissima, nuda, che dormivi e il sole, dalla finestra, che colorava la tua pelle. I tuoi occhi sorridevano, forse pensando a questa notte, quando sei stata fantastica nel desiderarmi, baciarmi, volermi.
Ora sono al lavoro e ti scrivo queste poche righe, per dirti grazie di esistere e di esistere con me. Sei la mia luce anche quando la notte è buia.
Grazie.
PS: ti chiami Gina, vero?
Giacomo Uncino

Gentilissimo Signore,
ormai sono tre anni che occupa la mia casa, e cielo! non mi sono ancora abituato al suo russare né al suo intrattenersi rumorosamente con donnacce a pagamento. Passi il fatto che dove avevo il mio studio privato lei ci ha fatto il bagno; passi l’arredamento osceno; ma non doveva bruciare le lettere della donna che amavo, da lei trovate per caso, per paura delle Belle Arti! Ho provato di tutto per cacciarla: rumori notturni, cortocircuiti, sinistri scricchiolii… Lei ha chiamato idraulico, falegname e derattizzatore. E che cazzo!!!
A questo punto, sappia che le sue apnee notturne sono provocate dal fatto che le sto con il culo poggiato sulla bocca… vedo che fa effetto. Quindi, o se ne va o la riduco nelle mie condizioni per poi poterla agevolmente prendere a calci in culo e sbattere fuori da casa mia.
Il fantasma del proprietario (molto) precedente.
Sara Leda

Caro gabbiano,
ti ho osservato attentamente, ore ed ore, cercando di capire come riesci a rimanere immobile nel cielo con le tue maestose ali spiegate, sfruttando le correnti ascensionali, i venti contrari, le folate improvvise… Invidio la tua regale eleganza nell’effettuare ardite evoluzioni aeree…vorrei essere al tuo posto… guardare il mondo dall’alto… picchiare sul mare… riconquistare il cielo in un battito d’ali. Ormai conosco ogni tuo movimento, ogni tua consuetudine. Posso immaginare ed anticipare le tue evoluzioni, capire, in base alla direzione del vento, dove ti condurrà la tua prossima planata… quindi, se proverai ancora ad avvicinarti alla mia auto per cagarci sopra… non avrai scampo!!!
Roberto Bertulazzi

Desiderio,
mi guardi… così intensamente che mi sa che ti sei innamorata di me. Lo sai che non puoi… hai giurato fedeltà ad un altro, anche se non ti rende felice, e cerchi me, perché ci sono sempre e perché come ti consolo io, nessuno riesce a fare. Ogni giorno ti incontro in negozio e mi guardi, mi fissi intensamente con quegli occhi languidi facendo la spola tra le corsie, per vedermi. Avevi giurato che non mi avresti più cercato, che con me era finita ,che stavi cercando di dimenticarmi. Ti avevo detto di starmi lontana, ma ero sicura che, prima o poi, avresti ceduto al mio fascino .. Sei troppo gelosa… tutti mi amano… cerca di fartene una ragione…
Il barattolo di Nutella
Sabrina Vernocchi

Ciao Riva, torno presto, aspettami.
Onda.
Teresa Fusco

A Te Telelettore,
destino questa mia cartolina bianca e,
con affrancatura a carico tuo.
Scrivimi di Te
Gigi Marzullo
Michele Lopopolo

Gentile Signora,
dopo lunghe ricerche abbiamo scoperto quanto segue: suo figlio è stato avvistato fra Call of Duty e SuperMarioBros. Non confermate le soste a Fifa10 Pare abbia avuto un flirt con Lara Croft, ma convive con una guerriera di Tekken. Presto partiranno per una brave vacanza in Lost Planet con The Sims.
Non so se riusciremo a recuperarlo per l’estate: è uno dei pochi casi noti di continuo passaggio fra Xbox e Playstation, e le tecniche di recupero sono complesse.
Comunque non disperi, di solito i ragazzi tornano a casa per Natale, quando è ora di farsi regalare altri videogames per nuove inebrianti esperienza in 3D!
Cordialità.
Ps1: Allego fattura
Ps2 Ha provato con la Nutella? A volte funziona.
Mariella Giunta

Carissimo, egregio, sconosciuto scrittore di cartoline al Premio Antonio Fogazzaro,
mi domando e mi dico: ma perché’ ci stai scassando i cabasisi con cartoline che manco in Bulgaria sarebbero accettate e timbrate? Ma cosa vuoi che ce ne catafotti di amori andati male, dei tuoi sentimenti e ideali morali, che sei bello, bravo e buono? Che non sai da dove vieni, dove stai andando e soprattutto che non sai chi sei ora e qui?
Insomma, smettila! Esci, vai a vivere la vita di adesso che quella di ieri non torna… E ti prego: abbi pietà di noi che stiamo qui, chiusi in questa stanza padana, piena di polenta, umida, fredda a leggere cose ceppose invece di fare sesso con la vicina che ha due bocce da paura!
La giuria del premio A. Fogazzaro
Giacomo Uncino 

Cartoline morali

CARTOLINE MORALI

Alla mia famiglia.
Inizio seriamente a pensare al perché sono qui; col senno di poi forse quel foglio non avrei dovuto firmarlo. Qualsiasi cosa succeda sappiate che l’ho fatto per voi: cercavo solo di darvi un futuro migliore. Mi rendo conto che la pace non esiste, che è solo una grande intento mascherato dal dio denaro. Non voglio essere un martire, tantomeno un eroe; chiedo solo di potervi riabbracciare, solo questo..
Un soldato
Gianluca Fontanesi

Mah, la foto non è un granché. D’altronde l’ho comprata nella prima edicola nella quale ho ricevuto ascolto. Indirizzo, nome, città e Stato li ho lasciati in bianco, l’intenzione è quella di consegnartela a mano, se ne avrò l’opportunità. In realtà sarebbe bastato anche un foglio qualunque di quelli trovati per strada o magari in qualche cassonetto, ma il cattivo gusto non mi appartiene. Sono una persona di stile io. La penna è mia. Un regalo sincero di una signora che più volte mi ha aiutato e soprattutto ha ascoltato i miei discorsi solo apparentemente sconclusionati. Se starai leggendo è perché sei passato di nuovo di qui. I nostri sguardi si saranno di nuovo incrociati. Avrai di nuovo messo su quell’espressione disgustata e forse avrai lanciato ancora 20 centesimi carichi di nulla. Ora capisci perché te li ho restituiti col sorriso migliore che potessi indossare. Clochard si diventa non ci si nasce. Come ignoranti.
Un barbone.
Simone Scalzini

Non indugiare.
Non piangere sul tuo vuoto passato.
Non perderti tra le maglie dei rimorsi del presente.
Affrettati.
Potrei stancarmi di aspettare.
E per te forse, potrei essere già andato via.
Il tuo futuro.
Michele Lopopolo

Al mio prossimo corpo.
Appartenevo a un ragazzino di 18 anni, purtroppo neopatentato e col vizio acquisito da poco di andare forte in macchina. Ora sono in viaggio, ricoperto dal ghiaccio. Ogni tanto l’ambulanza sussulta sulla strada dissestata; so che mi stavi aspettando da tanto, figlio di una lista interminabile e di un difetto genetico. Una vita si è spenta troppo presto, mentre presto un’altra si riaccenderà: quel che è certo è che tornerò a pulsare, tragedia e speranza diventeranno vita.
A presto,
Il tuo cuore
Gianluca Fontanesi

Gli unici miei viaggi sono da un’auto all’altra, da un motel all’altro, da un letto all’altro. Sono oggetto di pettegolezzi e frecciate velenose da parte delle donne per bene…ma gli uomini con me aprono sempre volentieri il portafoglio per il loro piacere. Sono esistita in ogni epoca e alcune come me hanno ottenuto fama e fortuna, non come le povere illuse che sognano una fede al dito o una convivenza con un maschio che certamente le tradirà. Io non ho morale, non ho scrupoli, non ho tempo né valori, ma ciò che offro io è più apprezzato degli stupidi sentimenti destinati solo a far soffrire.
Io non temo il Giudizio Divino, perché ho molto amato e vi precederò nel Regno dei Cieli.
La meretrice
Penelope Ventisei

Ad un automobilista ubriaco.
Il vento sulla faccia, nei capelli sudati, vado a chiamare gli altri, andremo nel posto segreto a raccontarci storie spaventose.
Come se la fanno sotto i piccoli, ne ho in mente una che gli farà rizzare i capelli stavolta. Prima però devo andare in salumeria, oggi le patatine devo portarle io. Se spingo ancora un po’ forse riesco a battere il record, ce la posso fare, pedala, pedala campione del mondo, pedalaaa!
Non sento più niente.
Guarda…é la ruota della bici, i raggi girano, girano ancora veloci…
Peccato, era la migliore delle bici.
Un bambino che sognava
Maria La Tela

A British Petroleum.
Titaniche sono le tue imprese e piattaforme … i tuoi gesti incontrollati hanno causato irreparabili danni, ma io non dico niente, sono qui in silenzio ad accogliere e sopportare tutto ciò.
Lo scatenarsi a volte da parte mia, è frutto di un meccanismo reattivo incontrollato … che mi sta succedendo!?
L’Oceano
Marco Palmieri

A te.
Non so cosa fai, se stai vivendo qualche vita che spero sia la peggior del mondo. Non so se stai amando, anche se non capisco come si possa amare regalando morte.
Comunque, ti scrivo per ricordarti. La memoria, la coscienza devono essere la tua condanna. Quel giorno, mettendo quella borsa, in quella stazione, tu hai continuato a vivere, altre persone no.
Avrebbero potuto vivere anche loro, amare, avere gioie e dolori. Ma tu hai deciso di no. Spero che stai soffocando nella tua misera esistenza,
Comitato Strage di Bologna
Giacomo Uncino

A me stesso.
Scrivo questa cartolina, con gli occhi riflessi nello specchio, a far da penna in un camerino di provincia.
Confesso. In questo teatro della vita, ho recitato talvolta, scene di vita non mia.
Un attore
Michele Lopopolo

A Gianluca.
Mio caro,
vedo ahimè che non stai vivendo bene: non perdi la pazienza facilmente, non ti ubriachi fino a stare male, non torni alle cinque del mattino, non bestemmi da tempo, pensi addirittura di sposarti!
Ma dimmi, ti ho forse insegnato così? Tutto il tempo che ho impiegato per te è quindi stato vano? Spero vivamente che sia solo un periodo no?!
Con affetto,
Il tuo diavolo custode
Gianluca Fontanesi

Addio Yael,
decisa a vivere in punta di piedi, ne sei uscita in carro armato e anfibi.
Qui, servizio militare obbligatorio anche per le donne… anche per le ballerine.
Peccato che la tua caduta sia stata poco elegante. Sappiamo, perché ti conosciamo, che se hai avuto tempo di pensarci, nel sangue, ti è dispiaciuto che ti trovassero in una posizione sgraziata.
La sensibilità degli affetti è strana. Custodite come tenero ricordo, abbiamo sentito che la tua vita si era spaccata. Il tuo ragazzo, tra le tue cose, piange davanti alle ultime scarpe rosse tacco dodici, che avevi comprato per il tuo compleanno. Non può commuoversi di fronte alla tua ombra di bambina, che ci indossa ancora. Solo tuo padre, il freddo medico miliare, ti piange per quel che eri, stringendoci al petto, tua vecchia taglia trentatré. Sarebbe stato meglio farti cadere rovinosamente sulle punte che puntata da un cecchino. Ma tu ballavi troppo bene.
Le tue prime vere scarpe da danza
Sara Leda

Cartoline dall’infermo.
Eccomi qui, adagiato su questo letto, in questa stanza bianca. Non posso muovere un solo muscolo, un solo fottutissimo muscolo per far capire che sono vivo. Ho fili dappertutto, tubi che trapassano il mio corpo per farmi vivere, credo. Non ricordo come ci sono arrivato qui, l’ultimo nitido frammento di memoria mi riporta ad una cena tra amici, con un fresco vinello frizzante e tante chiacchiere. Eccoti moglie mia… sei così bella così come ti ho sposata qualche anno fa… ah,se solo potessi farti capire che sono cosciente! È che proprio non riesco a muovermi, figuriamoci a parlare. E ci sei anche tu, grande amico mio dei tempi del liceo. Lei sta piangendo, e tu sei bravo con le parole, le dici che tutto andrà bene e che mi rimetterò presto e che tornerà tutto come prima . Grazie di tutto amico mio!
Grazie anche che la baci così appassionatamente… Sono sempre i migliori che se ne vanno! Voi sicuramente rimarrete qui a lungo!
Sabrina Vernocchi

Alla Morte (con tassa a carico del destinatario).
Vesto anfibi, tuta mimetica, occhiali infrarossi, auricolari e microfoni dappertutto, i-phone4 sintonizzato su una pagina Facebook.
Sono atterrato nel deserto tutto tinto in volto e non ho ancora capito se sono atterrato qui per fare paracadutismo, per abbronzarmi a 40°, per un ballo in maschera, per un viaggio fantastico in un teatro di guerra da playstation o per ordini superiori.
Voglio solo che, quando ti giungerà questa mia, tu mi vedrai ancora vivo, per poterti chiedere “Perché?”
Senza data.
Un giovanotto americano di belle speranze
Michele Lopopolo

Alla prima attrice.
Applaudita da tutti, hai smosso cuori, creato sentimenti.
In quel tuo esserci impercettibile e quel tuo esprimerti pronunciando sempre la frase esatta hai interpretato magistralmente un ruolo difficile, talvolta impossibile da comprendere. Sempre spaventosamente reale e fedele al personaggio tanto amato dagli altri.
Sei migliorata con l’esperienza, la maturità, facendoti calzare ogni parola o gesto, iniziando a pensare esattamente come colei che rappresentavi.
Peccato che in quest’affannosa voglia di essere lei, quasi non ti ricordi più chi sei.
Peccato non fosse un film, ma la tua rifiutata vita.
Maria La Tela

Al bastardo che ho incontrato.
La sua mano fra le gambe, a forza. Il mio sguardo oltre il finestrino.
Occhioni sgranati di bambina. Avrei voluto mordere. Vomitare urlando.
È stato, invece, silenzio con il fuoco nella pancia.
Ho conservato quell’ardore vivendo una sessualità giocosa. Lui, sicuramente, è invecchiato senza sapere cosa stesse cercando.
Non lo perdono. Anzi, l’ho schiacciato sotto il mio tacco di donna.
Oramai.
Anna Maria Arcobaleno

(Esterno notte, sirena di ambulanza in lontananza)
Ancora respiri, forse ce la farai ad arrivare vivo – per così dire – in ospedale e grazie a questo platano centenario addosso al quale ti sei schiantato il nostro involontario sodalizio cesserà.
Anni di birrerie, di wine bar, degustazioni, gnocchi fritti, il giro delle cantine, la Scozia, l’Irlanda….quante me ne hai fatte bere, vecchia spugna! E io lì pronto a smaltire, forte, leggermente ingrossato, ma sostanzialmente sano. Adesso voglio vivere in un altro corpo, giovane e incontaminato.
Adios, vecchio ubriacone!
F.to: il tuo fegato.
Francesco Tàmmaro

A Peppino Impastato.
Le lacrime hanno sciolto le parole scritte con mano tremante: nel cuore tonfi di cento passi avanti e indietro avanti e indietro.
Piccolo uomo, capelli da pazzo, entusiasmo da vendere, incazzatura facile: minchia sento la musica per le strade di Cinisi, tu dove sei? Qui, lì, ovunque dove c’è giustizia tra mare e cielo di questa infame terra nostra che odora di arance, gelsomini e polvere da sparo, dinamite e… pummm! In un attimo tutto finisce.
No non finisce niente: gli uomini muoiono ma le idee restano (questa non è mia).
Ciao Peppino,
Maruzza Alessi

A voi ragazzi.
Mi sono salvato! Ho rischiato! Le montagne .. la mia casa. La morte mi è passata di fianco. Avevo il tricolore nel cuore. Io amavo ed amo l’Italia! Adesso ho paura, sono vecchio! Racconto il tutto in questa piazza, tra la folla, sono deriso… non sono creduto! Cari ragazzi non sottovalutate le parole, non confondete mai la storia con un romanzo.
Un partigiano.
Sabatino Simonicca

Cartoline mitiche

CARTOLINE MITICHE

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Ray Charles
Filippo Nativo

A Mosè.
1-Non avrai altro Dio all’infuori di me;
2-Non nominare il nome di Dio invano;
3-Ricordati di santificare le feste;
4-Onora il padre e la madre;
5-Non uccidere;
6-Non commettere atti impuri;
7-Non rubare;
8-Non dire falsa testimonianza;
9-Non desiderare la donna d’altri;
10-Non desiderare la roba d’altri.
Telefona, riscrivi, copia e incolla, stampa; l’importante è che diffondi,
Dio
Gianluca Fontanesi

Carissimo Salieri,
A b c d e f g h i l m n o p q r v s t u v z.
Componitela tu.
W. A. Mozart
Filippo Nativo

James,
devi entrare al casinò a Montecarlo non oltre le 23.00; il bersaglio sarà seduto al tavolo del black jack: osservalo e seguilo, dobbiamo assolutamente sapere dove si nasconde e dove tiene le armi.
Questa cartolina è dotata di un sensore ottico e si autodistruggerà cinque secondi dopo che la tua retina l’avrà letta. M.
Gianluca Fontanesi

Cartolina da Cartagine.
Sei partito senza nemmeno salutarmi, nascondendo la tua vigliaccheria dietro parole importanti come Fato, Dei, Dovere…
Tutte cazzate, Enea!
La verità è che non mi amavi abbastanza.
Didone
Milena Milani

A mio padre.
Papà,
sono stanco: rimango fermo nello stesso luogo, rinchiuso; le persone mi contemplano, mi parlano. Vorrei uscire, viaggiare, avere una vita normale come tutti gli altri; ma devo portare questa croce e non c’è rimedio. Sono costretto a supportare, a confortare, ma a me chi ci pensa? Quanto vorrei sentire il profumo dei fiori, tra tutto questo incenso; quanto vorrei essere uno qualunque, libero come l’aria…
Tuo Gesù.
Gianluca Fontanesi

Caro Theo,
non puoi immaginare quante meraviglie io veda qui. Il vero Sole, i veri colori del mondo. La Provenza mi sta fornendo spunti continui, sono sicuro che lavorerò moltissimo. Mandami, ti prego, i soldi per comprare tanti colori nuovi e dei tappi per le orecchie: le cicale sono assordanti.
Un abbraccio. Vincent.
Alessandra Toscano

Alla pagina.
Si chiede broooooom di descrivere trrrrrrrrrrrrr sentimenti tum tum in viaggio vrrrrrrrrrrrr; potrebbe essere un cuore tum tum su un treno diretto vroooooooooom verso un altro tum tum cuore tum tum a sua volta su un treno vrooooooooooom ! ! ! Finirebbe tutto biiiiiiiiiip con un grande craaaaaaaaaaaaaaaaash tra i vroooooooooom treni e la successiva fusione dei due tum tum tum tum cuori in un tum tum cuore solo. Amore. Tum tum. Lotta. Unione d’intenti.
Filippo Tommaso Marinetti
Gialuca Fontanesi

A Tutti.
Esopo scriveva delle favole, dunque se ancora credete che io sia così scema siete dei boccaloni.
La Volpe
Graziano Gattone

Due di tutto.
E fuori piove.
Sono dieci giorni ormai che siamo in barca, niente, nemmeno un raggio di sole.
Due di tutto.
Incomincio a dare di matto, fa pure freddo, e siamo a maggio.
Due di tutto.
E il cielo promette poco di buono, anche gli altri, per quanto non abbiano ancora detto una parola, mostrano evidenti segni di nervosismo.
Due di tutto.
E doveva essere un viaggio imperdibile… Invece pioggia e mare, pioggia e mare.
Due di tutto.
Meno male che siamo solo maschi, altrimenti sai che casino con le femmine a bordo, la fine del mondo!
Ma perché, poi, due di tutto… Boh?!
Noè
Filippo Nativo

Dall’Arca di Noé.
Abbiamo imparato a scaldarci stando vicini. Il mio calore è servito a scaldare un’altra femmina che stava partorendo. Di giorno riusciamo a vedere l’orizzonte e più di una volta lievi raggi di sole ci hanno fatto credere che il viaggio fosse arrivato a compimento.
Invece continua il diluvio. Invece la navigazione prosegue.
E io ho imparato il linguaggio del mondo.
Anna Maria Arcobaleno

Caro Signor Giacobbo,
probabilmente non lo sa, ma la vedo spesso disquisire sulla sua trasmissione a proposito del nostro tesoro, dei nostri intrallazzi, della sacra sindone ecc..Attribuisce al mio ordine ogni tipo di avvenimento e le più disparate situazioni, contornate da congetture piuttosto variegate. Un tesoro effettivamente esiste, ma le garantisco che è ben lontano dal capire di cosa si tratta e la sua ubicazione.
La verità? Ovviamente non la dico; seguirla mi diverte troppo,
Jacques de Molay, gran maestro templare
Gianluca Fontanesi

Padre,
ho fatto tutto quello che mi hai chiesto. Ho sposato un brav’uomo, lavoratore instancabile, ho generato un figlio senza le gioie dell’amplesso: il figlio che tutte le mamme vorrebbero. L’ho cresciuto amandolo come solo una madre può amare, per poi vedermelo strappare a soli trentatre anni nel più atroce dei modi. Ho fatto tutto quello che mi hai domandato, ma posso chiederti io una cosa. Una volta sola, una volta quando resusciterà, potresti restituirmelo per potergli dire ancora una volta quanto lo amo e quanto sono fiera di lui, e che misera donna io sia per non averlo potuto proteggere da tanto amore?! E che indegna sono perché lo vorrei con me, sapendo che l’umanità non se ne farà nulla del suo sacrificio! Mentre io di lui me ne farei eccome! Del mio figlio adorato!
Maria
Maruzza Alessi

A Paul, John e George.
Ragazzi, mi spiace ma mollo il gruppo: non caviamo un ragno dal buco e sono sempre più certo che siamo degli illusi. Ho trovato un posto fisso e sono contento.
Consiglio anche a voi di fare come me, prima di finire a fare i barboni.
Un saluto da Liverpool,
il vostro ex batterista, Pete Best
Alessandra Toscano

Cari bambini,
Vi scrivo amareggiato: so che mi temete; spesso vi faccio piangere e chiamare a squarciagola i vostri genitori. Stringete forte i vostri peluche, cercando di evitarmi, facendo in modo che sia solo un brutto ricordo. Credetemi, mi dispiace tanto, ma non è colpa mia: così ci sono nato e così rimarrò. Vi scrivo per dirvi che non vi faccio del male; potete vedere in me ciò che volete. Il bianco riflette tutti i colori; io, nero, li assorbo, quindi è più difficile vederli. Serve solo un pochino di fantasia, tutto qua, e vi accorgerete presto che potrei essere un grande amico.
Il buio
Gianluca Fontanesi

A DIO.
Nonostante tutto, ho fiducia in te. Non deludermi.
Grazie.
RSVP.
Un tuo fan.
Giacomo Uncino

Aò e nun ce credi ma sto posto è troppo forte!!! Ce sò tutte e casette de legno oh come quelle de tre porcellini ma proprio vere… e che se posseno! Ammazza quant’è vecchia sta città!!! E ce sò pure gli indiggeni quà che Jessica sè presa na paura a li mortacci!!! Aò però sta cosa così indiggena te mette certe idee… Aò e che te devo dì ce semo guardati io e Jessica e ce semo capiti ar volo!!! Ho allungato a mano come per prenne na cartolina e ho preso sta cartolina ce semo riguardati e sè detto… “Aò e famolo strano!” E ‘nvece dell’essemmesse da cafoni sè fatto i signori e te se manna sta cartolina no?!
A belli!!!
Ivano e Jessica
Filippo Nativo

COMUNICATO
“Si informa la cittadinanza di Roma che, il terremoto programmato per domani 11/5/2011, a causa di problemi tecnici, di insostenibilità economica dell’evento e della variabile inflazionistica, dipendente dalla curva dei prezzi del petrolio e, più in generale,dell’energia è ANNULLATO.
Sarà nostra premura, diffondere le decisioni deliberate dal Comitato Programmazione Calamità Pubbliche.”
L’Ufficio Terremoti
Michele Lopopolo

All’umanità.
Quando leggerete sarò in viaggio; volevo solo dirvi che mi sono divertito. Avete creato opere, sconvolto gli elementi, vi siete uccisi in mio nome; mi adorate, mi odiate, mi invocate per ogni minimo problema. La cosa divertente è stata che, quando sono sceso tra voi e ho svelato apertamente la mia identità, mi avete rinchiuso in manicomio.
Vi lascio alle vostre vite e brindo alla vostra follia; ancora per me non siete pronti.
Dio
Gianluca Fontanesi

Cartoline metaletterarie

CARTOLINE METALETTERARIE

Luisa, Franco, carissimi,
la Maria ed io siamo di nuovo insieme, non preoccupatevi per noi. Luisa, se impari di nuovo a pregare ti prometto che veglieremo noi sulla scintilla che ora porti in grembo. Franco, Maria nostra mi dice di scriverti che adesso non sei mai più via, che ti tiene per mano.
Continueremo a volervi tutto il bene del mondo.
Adesso andiamo a pescare nel Missipipì.
Zio Piero e Ombretta
Alessandra Toscano

Caro padre,
nel 2011 la mia vita è cambiata parecchio! Mi si è sempre raccomandato di non raccontare bugie, ma devo dire che ultimamente la mia capacità torna parecchio utile. Non ho problemi a fare buchi nel muro per appendere i quadri, ho sempre un appendiabiti a portata di mano, le lattine le apro con niente, sono il battitore di baseball più pagato al mondo e…beh..un giorno ti spiegherò perché le signore apprezzano così tanto la mia dote! Essere bugiardi è divertente!
Pinocchio
Gianluca Fontanesi

Caro Cappuccetto Rosso,
quando leggerai questa cartolina io sarò già lontana.
Ah, sapessi, piccola mia, che cosa meravigliosa mi è successa: l’Amore ha bussato alla mia porta.
L’Amore come l’ho sempre sognato: braccia grandi per avvolgermi meglio orecchie enormi capaci di ascoltare per ore bocca immensa per baci infuocati occhi famelici di desiderio e un corpo caldo dentro il quale annegare. Voglio morire divorata dalla passione.
La Nonnina
Mariella Giunta

Londra.
Gentile Signor Direttore della Compagnia,
le annuncio con rammarico che ho portato a termine la missione.
Ho risalito il corso del Congo e ritrovato il signor Kurtz. Sì, Dio mi perdoni, ho risalito il flusso e sono giunto al cuore.
Le presento le mie dimissioni.
Marlow
Alessandra Toscano

Al signor Queneau.
Saluti in esercizi di stile:
Cordiale: esimio, porgo i miei ossequi;
Scaricatore di porto: ciao stronzo!;
Cerimoniale cattolico: la pace sia con lei;
Contadino reggiano: at salòt, fa bèl!;
Rocco Siffredi: cento di queste patate!;
Innamorato sadico: mi manchi ma mi consolo;
Futurista: sgrang, crash, bang, slurp, gnam.
Ipocrita: ti voglio bene.
Gianluca Fontanesi

Seconda stella a destra
Ti guardo da sempre. E mi domando se mai c’è quell’isola che non c’è.
Con Trilly, Peter, i bimbi sperduti, Giglio tigrato. Sono qui sul pianeta terra, non c’è gioia, solo paura e preoccupazione.
Non abbiamo speranze. Non abbiamo desideri. Non giochiamo più.
Sono diventato un dirigente di qualche ufficio pubblico e privato.
I miei pirati lavorano in banca.
Mi mancano le mie avventure, i miei sogni. Mi mancate voi. Come si fa a tornare?
Capitan Uncino.
Giacomo Uncino

Racc. A/R via macchina del tempo.
A Romeo.
Ti scrivo dal 2011. Sono una Donna d’indole romantica, appassionata di Lieto Fine. Mi turba la storia di te e Giulietta! Il vostro Amore è noto ai posteri come tragedia. Vorrei cambiare il corso degli eventi…
A breve, sentirai dire che Giulietta è morta. Non è vero! Sta solo dormendo. Indi per cui, quando ti recherai alla cripta, aspetta che si svegli. Non t’ammazzare! E vivrete felici e contenti! Probabilmente, nessuno di noi saprà di voi, ma, che importa!
Wilhelmina Vagante

Da una località sconosciuta.
Papi,
hai fatto di me quel che hai voluto, mi hai traviata. Adesso ti tocca pagare, pedofilo bavoso! Vendi la casa e fammi un bonifico, addio.
Lolita
Alessandra Toscano

Sorvolando i cieli col mio Sophwith Camel, schivando le bordate di quel dannato Barone Rosso, sfreccio indomito nell’aria. Solo una cosa potrebbe strapparmi al mio viaggio fantastico, ai miei voli di fantasia : l’arrivo del bambino con la testa rotonda e la sua ciotola per l’ora di cena. Prima dell’ennesima notte buia e tempestosa…
Saluti a fumetti,
Snoopy
Penelope Ventisei

Brobdingnag, 4 di Maggio 1704.
Cara Famiglia, penso spesso a voi e mi porto piuttosto bene.
Temo che la mia cartolina vi porrà qualche problema, viste le dimensioni, però ho pensato potesse servire per riparare il tetto di casa.
Farò il possibile per tornare presto.
Vostro affezionatissimo,
Lemuel Gulliver
Alessandro Toscano

Cartolina da Spoon River.
Cara Jenny,
non so se potrai capirmi e perdonarmi, ma io devo andare.
La mia vita è la musica. Come dice Fabrizio, dove finiscono le mie dita comincia la mia chitarra.
I soldi non mi interessano, la mia libertà è andare sotto un cielo vuoto di Dio, senza legami, godendo l’amore che tante donne mi offrono senza chiedermi niente.
Ma sappi che se avrò un rimpianto sarà per te, che sei stata la più bella. Per la tua gonna, stanotte, in quel prato sotto la luna.
Jones
Milena Milani

A Marcel Proust.
Caro Marcel,
sto cercando il tempo perduto: quel fazzolettino che mi fece ricordare la mia infanzia. Fu un soffio, come la vita: ricordai il mio primo giorno di scuola, i miei primi amici, l’adolescenza e le fughe da scuola, i miei primi amori, le mie prime sofferenze..come dice? La sto tediando? Provi a chiedersi in quanti l’avrebbero preferita campione di boccette. Saluti,
Gianluca Fontanesi

Ai miei studi errabondi.
La notte era quieta e dormiva sulli tetti.
La luna in ciel immobile, parea dormia accanto ai cipressi del mio borgo natio.
Io, alla finestra, nel silenzio che tutto copre, miravo al di la della siepe l’infinito errare delli pensieri miei.
Intanto, una donzelletta tornava dalla campagna, bella più che pria.
E la sua giovinezza che se ne fugge tutta via, mi portava a esser lieto perché del diman non v’è certezza.
Alla fin me ne andai al mio letto e, steso, con li occhi che spampinavano di già, mi addormii sognando ancor l’amor che fa rima con cor e dolor.
Giacomo Uncino 

Cartoline in viaggio

CARTOLINE IN VIAGGIO

Quando acquisto un libro usato lo controllo bene, voglio che sia sgualcito e vissuto, pieno di sottolineature e note, meglio se macchiato. Lo leggo e so che è un’edizione unica, fuori commercio. Se tengo a qualcuno non gli regalo un libro nuovo ma uno dei miei, maltrattato inditato, pieno di scarabocchi e appunti.
Questa cartolina dai caratteri regolari, pulitina e scritta al computer immaginatela slabbrata, segnata sbiadita corretta e sporca di non si sa che.
Insomma, immaginate quel che non c’è.
Graziano Gattone

Qui cartoline non se ne trovano. Ho provato a chiedere, ma mi hanno guardato come se fossi matto. Una signora anziana, forse mossa da compassione mi ha parlato di sms, mms, email, chat, facebook, geotag. Sinceramente non l’ho capita, forse usava un dialetto locale. Questa è una vecchia cartolina che ho trovato in valigia, non saprei di dove, ma l’ho tenuta fuori dalla finestra tutta la notte, e ora ha lo stesso odore del mare. Argo è ormai grande ed è sempre più bravo, anche se l’altro giorno mi ha fatto attraversare con il rosso. Grazie per il bastone che mi hai regalato, è leggerissimo.
Filippo Nativo

Conobbi tuo nonno “anima legnosa” quando, ancora bimbo, mi portava al mare d’estate: Anzio, Ostia, S.Marinella…che giornate indimenticabili.
E poi la campanella e la calca quando tuo nonno sbuffando e in ritardo ci riportava a casa con la pelle ancora salata.
Più formale il rapporto con tuo padre, anni ’80, anni tristi e grigi, lunghi viaggi in giro per l’Italia giorno e notte a imparare strane espressioni di divieto e di pericolo in lingue straniere che tuo padre disseminava ovunque, perfino nei bagni!
Keine gegenstände aus dem fenster werfen …ancora fa ridere quando la cito!
Con tuo padre ho capito che l’espresso non è solo un caffè, che rapido non è solo il nome di una tintoria e che accellerato non si scrive così.
Adesso ci sei tu bello, lucido, affusolato, velocissimo e costoso come non mai.
Ti uso, ma non ti amo.
Buon viaggio vecchio treno con i sedili in legno!
Francesco Tàmmaro

È vero, lo ammetto, me ne sono dimenticato. La cartolina l’ho rubata a una turista tedesca, quindi perdona l’uccello del David in primo piano. Il francobollo è fuori corso, ma era il più colorato della mia collezione. L’indirizzo l’ho copiato da una pubblicità di un centro massaggi, e penso anche di aver sbagliato nella trascrizione. Lo so che capirai. Ma c’è una cosa che non mi perdonerai mai: quando ho scritto “ti amo”, era proprio di seconda mano…
Filippo Nativo

Credevo che anche in questo viaggio mi saresti stata accanto.
Mi illudevo che mi avresti seguito ovunque. Anche se a volte sei stata un peso, eri sempre pronta ad aprirti, per me. Senza di te, sento un grande vuoto. Dove sei?
Ho bisogno di te, valigia.
Teresa Fusco

Volevo farvi un salutino veloce, prima di arrivare.
Non chiedetemi cosa vedo perché ho iniziato a scrivervi proprio nel bel mezzo di una galleria. Ma sai com’è, quando mi prende voglia di scrivere non posso aspettare. E poi mi mancate già, anche se sono appena partito.
Se avessi iniziato a scrivere cinque minuti prima, vi avrei descritto le cortecce degli alberi bagnate dalle raffiche di pioggia, il verde fluorescente dell’erba ai lati della strada, il cielo plumbeo squarciato dai fulmini, l’asfalto bagnato che rifletteva le auto davanti, gli stop che s’illuminavano come un tramonto, l’odore di pioggia e di gomma bruciata, e il rumore del vento e dei vetri infranti. Ma non potevo, avevo le mani occupate. Perdonatemi, devo salutarvi, la luce in fondo al tunnel è vicina ormai.
Vi amo, tutti. Filippo
Filippo Nativo

Cannobbio 24/08/07.
Guardo le ondine che si rompono sulle pietrine. Il proprietario di un bar mi spiega con un sorrisino di superiorità che chiamano la sponda opposta del lago la “magra”: poche ville, pochi soldi, deturpata dalla ferrovia che ai tempi portava lavoro e un minimo di benessere. A Cannobbio non la vollero, stavano già bene.
Separati da un po’ d’acqua ferma ricchi e poveri si fronteggiano.
Graziano Gattone

Caro viaggiatore,
si può sapere dove sei finito?!
Ricordo ancora quando, generoso di sentimenti e parole, amavi riempire ogni mio piccolo spazio, facendoti strada con le mani attraverso la mia piccola fessura. Le dita che mi violavano erano talmente tante, che diventava impossibile quantificare l’orgia di gioia, saluti e amore di cui ero solita nutrirmi. E quando la temperatura aumentava e il sole scottava, le mani diventavano di più e ancora di più…
Poi, un giorno, più niente… sentivo solo parlare di MMS… e un gran vuoto dentro!
La cassetta delle lettere
Olga Pervenuti

Firenze 23/03/06.
In piazza S. Spirito, al 17 rosso, un piccolo negozio con solo un occhio di vetrina che esibisce solo un paio di scarpe da uomo in cuoio ribattuto, fattura eccellente, finiture curate. Accanto solo un cartello scritto in stampatello: Scarpe su misura. L’antica tradizione che si tramanda, l’artigianato toscano che ha fatto grande l’Italia. All’interno due figure senza età, una china che lavora, l’altra che insegna e controlla.
Due donne, ambedue cinesi.
Graziano Gattone

Al mio padrone.
Hai dimenticato la giacca al ristorante con me nella tasca. Un cliente cleptomane l’ha presa con se: era un giapponese in tour in Italia.
Il turista si spostò a Roma e perse i vestiti in una bisca clandestina in Vaticano; la giacca fu vinta da un sagrestano di 180 chili, che a sua volta la barattò con una forma di parmigiano di plastica. Il rigattiere, contento della sua giacca nuova, fece un viaggio in Cina per lavoro, mi trovò nella tasca e mi vendette spacciandomi per un feticcio Maya.
Mi trovo a Hong Kong, in una teca.
La tua dentiera
Gianluca Fontanesi

Dalla colonia estiva.
Ciao mamma e papà,
faccio tanti bagni e mangio tutto!
Lecco il francobollo e sento salire le lacrime.
Appena mi sveglio ho paura di muovere anche gli occhi.
Un altro giorno (tutto intero) in quella casa dei fantasmi.
Sempre col rumore delle onde a entrare anche nei sogni.
Io come una zattera, portato via.
Senza neanche il profumo della cucina di mamma.
Anna Maria Arcobaleno

Ad Arthur Rimbaud.
Un sogno incredibile.
Le tue favole mi hanno condotto ovunque. Il vento del deserto del Sahara mi ha riscaldato il viso e le onde del Mediterraneo mi hanno fatto ballare. Non ti dimenticherò mai.
Il tuo miglior lettore,
Michele Del Piano

Vedo nitidamente i raggi del sole, schegge di sapone di Marsiglia profumate di luce, che dal fuori trafiggono le gelide pareti della stanza martoriandola come un San Sebastiano lusingato a morte dalle Frecce Tricolori che ne spillano Sangue di Giuda, corposo, tannico, rossonero ma non milanista, che bevo respirandone il calore da “Rock the Casbah” e il rumore, che tocco come fruscianti pagine di un Naked Lunch pomeridiano…
Che c’entra tutto questo col viaggio?
Beh… mi sono appena fatto un acido.
Graziano Gattone

Sano rock di sottofondo.
Brilla quanto basta.
Lecco il francobollo per raggiungerti
mentre la buca delle lettere mangia il mio pensare.
Anna Maria Arcobaleno

Meta mia,
ti ho raggiunta dopo anni di vele spiegate fra queste acque impietose.
Sono esausta, di quella stanchezza che spegne la pelle e lo sguardo.
Dei miei compagni di viaggio, alcuni si sono sciolti al sole, altri trasformati in polvere di salsedine. Qualche fortunato si è dissolto nel vento in un batter di ciglia.
Quanti inviti dal nulla avrei potuto raccogliere anch’io. M’è mancato il coraggio. E ora che ti ho raggiunta, cosa faccio?
Non ricordo perché sono partita. E forse non l’ho mai saputo.
Mariella Giunta

Questa è una cartolina fotografica: la prima volta fuori dall’Italia per i cazzi miei.
Il dove è lapalissiano, il quando è scritto nell’abbigliamento, il mio modo di essere nell’atteggiamento. Per gli inesperti aggiungo che il pacchetto di nazionali semplici era infrattato fra calza e gamba destra: sigarette sempre stropicciate e un po’ pelose.
Un bel viaggio nella memoria per chi ha i miei anni, in un altro mondo per tutti gli altri.
Graziano Gattone

Questa volta sono proprio andato lontano, che a girarsi indietro vengono le vertigini. Ero indeciso se partire, lo sai, ma il biglietto regalatomi dalla tua incertezza è stato, ironia della sorte, assolutamente decisivo. Anche le tue paure sono state deliziose, hanno scelto un albergo caldo e accogliente, ringraziale la prossima volta che verranno a farti visita. A volte mi manchi, lo ammetto, ma quella tua incapacità di amare mi tiene occupato tutto il giorno, e tempo per i ricordi ne rimane poco. Forse il momento peggiore è all’imbrunire, quando il sole della volontà tramonta e le ombre dei rimpianti hanno le sembianze dell’amore, facendomi tremare. Ma la luna della ragione, per quanto fredda e lontana, è sufficiente a illuminare una pallida illusione. Prima di salutarti vorrei ringraziare anche la tua vigliaccheria. Senza di lei, probabilmente, non sarei qui.
Addio.
Filippo Nativo

Cara Adri,
eccomi qua dopo una lunga e faticosa risalita. A questa altezza mi sembra di dominare due terre che un tempo sono state molto legate tra loro.
Piedi avvolti in “peduli” di iuta hanno attraversato questi sentieri.
Viaggi di speranza, a volte senza ritorno.
Per fortuna oggi è una splendida giornata e i raggi del sole penetrano nel terreno riscaldando anche il passato.
Un abbraccio dal Monte Generoso,
tua Cy
Cinzia Botta

Scrivere seduta su di un treno è difficile. Ma questo facevo.
Entrando nella galleria, invece, fantasticavo mentre si alternavano il vuoto e il pieno delle pareti.
Ho sentito lo scoppio. Ho visto il fumo. Ho tremato di paura. E sono morta.
Rapido 904. Ore 19.08. 23 dicembre 1984.
In valigia uno stupido regalo, bruciò. Ancora mi domando perché. Ancora sento dolore.
Anna Maria Arcobaleno

Dalla Germania con amore/1^.
Amburgo.
Sbucare in una piazza grandissima “ah, adoro piazze e prospettive”, e scoprire che invece è un lago. Il lago piccolo, nel centro della città.
Tutt’intorno belle case dai colori pastello, e alberi, alberi a non finire.
Festival di colori autunnali, che riempiono gli occhi e poi giù fino all’anima. Gialli e rossi, ocra e viola, verde e ruggine.
E tappeti croccanti di foglie cadute sotto i passi. E quel colore da viale del tramonto…mi si addice.
E te lo dedico
Elisa Emmebi

Dalla Germania con amore/2^.
Oggi è il giorno del Baltico.
Arriviamo a Lubecca in treno, sotto una pioggerella sottile e leggera.
È una bella città medievale, a pianta ellittica, mi ricorda Canterbury. La piazza della Ratahaus è magnifica, di colori e proporzioni. Bianco luminoso, mattone e oro, e i grandi fori per lasciar passare il vento dal Baltico. Ti scrivo dall’elegante caffè della piazza, purtroppo dalla sala interna, perché nel frattempo la pioggerella si è trasformata in pioggia battente.
Elisa Emmebi

Dalla Germania con amore/3^.
Travemunde.
Ora siamo sulla terrazza di un ecomostro: 35 piani di cemento sulla spiaggia sono un pugno nello stomaco. L’unico modo per cancellarlo dalla vista, è salirci. Da quassù,un panorama mozzafiato: canale, fiume, bosco giallo e rosso, striscia di spiaggia bianca e fine, linea d’orizzonte sul baltico sotto un cielo contrastato. Aria acqua terra, colori incredibili. Scendiamo a camminare sulla sabbia e toccare l’acqua nel momento di un crepuscolo argentato.
Elisa Emmebi

Dalla Germania con amore/4^.
Blankenose, anticamente villaggio di pescatori, è davvero un bel quartiere. L’èlite di Amburgo che abita qui non ha neppure bisogno di tirar fuori l’auto dal box: una piccola navetta detta ‘capretta dei monti’ si inerpica sulla collina fino al castello.
Qui c’è tutto: il fiume con l’imbarcadero, la collina, i parchi. e il tramonto sfolgorante che ti mando.
Elisa Emmebi

Dalla Germania con amore/5^.
Amburgo.
Questa mattina una striscia di sole all’orizzonte inonda la camera. Ed ecco il regalo dell’ultimo giorno: una luce sfolgorante su questa domenica. I colori che abbiamo conosciuto smorzati nel grigio prima e lucidati dalla pioggia poi, ora sono ripennellati e sbalzati sullo sfondo di un azzurro brillante di cielo e acqua, di lago e canali. Canottieri a filo d’acqua e di cielo.
Troverai il mio amore nel blu.
Elisa Emmebi